Ipo Facebook, il Nasdaq si scusa e offre 40 milioni di dollari di rimborsi

Pubblicato il 7 Giugno 2012 15:00 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2012 15:00

NEW YORK – Il Nasdaq fa mea culpa con gli azionisti di Facebook. Robert Geinfeld, il Ceo del Nasdaq Omx Group, la società che gestisce il mercato dei titoli tecnologici, si è scusato per i problemi tecnici dello scorso 18 maggio, giorno di  debutto in Borsa di Facebook. E insieme alle scuse ha deciso di stanziare 40 milioni di dollari per rimborsare  broker e investitori delle perdite.

Anche se quei 40 milioni, di cui solo 13,7 in contanti e il resto in sconti su commissioni future e benefit, non sembrano destinati a soddisfare chi ha perso quasi 100 milioni di dollari durante l’interruzione del sistema di scambio. Interruzione inspiegabile e inspiegata, che stranamente ha coinciso con l’attesissimo debutto della società del social network.

L’offerta deve essere approvata dalla Securities and Exchange Commission (Sec, la Consob americana). A beneficiare dei soldi e degli sconti sarebbero, tra gli altri, ubs, Citigroup, Citadel e Knitght Capital Group. Il risarcimento offerto è valido solo per gli errori commessi su ordini di acquisto e vendita di valore inferiore a 42 dollari, picco iniziale della quotazione.

Il giorno del debutto in Borsa di facebook il collocamento del titolo subì un ritardo di mezz’ora. A causa di questo ritardo ordini di compravendita per 30 milioni di azioni non vennero mai eseguiti. Così, quando a metà mattina le quotazioni della società del social network iniziarono a scendere dal picco di 42 dollari gli investitori si ritrovarono ancora in mano moltissime azioni invendute.

Questo non è l’unico “mistero” sull’arrivo in Borsa di Facebook. Dopo il crollo del valore delle azioni seguito al surreale – e drammatico – debutto, gli analisti hanno pensato che la colpa fosse da attribuire ad una sopravvalutazione del valore delle azioni fatta per favorire alcuni colossi bancari che ne hanno curato il debutto.

L’unica cosa che al momento appare certa è che il Nasdaq Omx Group ha ammesso le proprie responsabilità per il malfunzionamento del sistema computerizzato degli scambi. Ma nessuna responsabilità per il deludente andamento delle azioni del social network.