Falso in bilancio amputato. Cassazione assolve sondaggista Crespi: stime impunibili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 13:18 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 13:18
Falso in bilancio amputato. Cassazione assolve sondaggista Crespi: stime impunibili

Falso in bilancio amputato. Cassazione assolve sondaggista Crespi: stime impunibili

ROMA –  La Corte di Cassazione ha esaminato per la prima volta la nuova legge sul falso in bilancio n.69/2015, entrata in vigore il 14 giugno scorso, che ha ridisegnato le fattispecie di false comunicazioni sociali, ed evidenzia come il nuovo impianto normativo ridimensioni, rispetto alle precedenti norme, le condotte illecite, limitandole ai soli “fatti materiali”.

La Cassazione, prendendo atto delle modifiche che la legge sulla corruzione ha introdotto, per cui le stime, le valutazioni attraverso le quali si redige un bilancio, essendo per natura discrezionali non sono pertanto “fatti materiali”, unici a poter essere oggetto di punibilità. Per questo ha prosciolto da alcuni capi di imputazione (false comunicazioni sociali) l’ex sondaggista di Berlusconi Luigi Crespi e altri per la bancarotta della società Hdc. Un restringimento oggettivo dell’applicabilità del reato di falso in bilancio, come già, appena introdotte le modifiche alla legge, rilevava Marino Longoni su Italia Oggi e come con la recente sentenza si è puntualmente verificato.

Il valore dell’immobile, dell’avviamento, del magazzino, del know how, delle perdite su crediti, e così via, non è un dato oggettivo e indiscutibile, ma il risultato di una stima che richiede perizia, esperienza, buon senso. È evidente che la valutazione di un bene complesso come quello di un’azienda, fatta da persone diverse, può portare a risultati diversi. Ed è inevitabile che, entro certi limiti, così avvenga.

Infatti è proprio sfruttando la discrezionalità nella valutazione delle diverse poste che si cerca, normalmente, di piegare i dati contabili a fini diversi rispetto a quello della rappresentazione veritiera della situazione aziendale. Dopo la riforma, le false valutazioni non saranno più rilevanti ai fini del falso in bilancio. (Marino Longoni, Italia Oggi).

Le valutazioni della Corte sono espresse nelle motivazioni della sentenza 33774, depositata il 30 luglio, con la quale il 16 giugno scorso – due giorni dopo l’entrata in vigore della nuova legge – la Suprema Corte aveva annullato senza rinvio le condanne inflitte al sondaggista Luigi Crespi e ad altri coimputati nello stesso procedimento.

Più nel dettaglio, la quinta sezione penale della Suprema Corte evidenzia che, rispetto alle norme emanate nel 2002, la nuova legge resta “amputata” delle “valutazioni estimative” divergenti da quelle ritenute corrette, seppure entro la soglia di tolleranza del 10%.  Tale scelta – osserva la Corte – determina “un ridimensionamento dell’elemento oggettivo delle false comunicazioni sociali, con effetto parzialmente abrogativo”.

“E’ del tutto evidente – scrive la Suprema Corte – che l’adozione del riferimento ai ‘fatti materiali’, senza alcun richiamo alle ‘valutazioni’…consente di ritenere ridotto l’ambito di operatività delle nuove fattispecie di false comunicazioni sociali, con esclusione dei cosiddetti falsi valutativi”.