Flat tax, quella di Tria è piccola piccola: Irpef dal 23 al 22%. E subito Tav e Tap

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2018 12:56 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2018 13:30
Flat tax, il "pompiere" Tria spegne gli entusiasmi: Irpef dal 23 al 22%. E subito Tav e Tap

Flat tax, il “pompiere” Tria spegne gli entusiasmi: Irpef dal 23 al 22%. E subito Tav e Tap

ROMA – “Bisogna trovare gli spazi in modo molto graduale per una partenza di un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari”, ha dichiarato il ministro dell’economia Giovanni Tria alla Summer School di artigianato. “Bisogna vedere le compatibilità di bilancio ma sono molto favorevole a partire”, ha detto ribadendo che il tutto deve essere comunque attuato “in modo molto graduale”.

Flat tax e reddito di cittadinanza, no Tav e no Tap, minacce di sforamento sui paletti Ue e pace fiscale: a spegnere l’incendio delle promesse e delle minacce del governo Lega-M5S è dovuto intervenire Tria. Che, pragmaticamente, è impegnato a circoscrivere ogni nuovo focolaio. E infatti i mercati stanno premiando l’Italia dopo le sue parole al forum Ambrosetti di Cernobbio su deficit e debito successive alle intemperanze dei due alleati di governo delle scorse settimane: Piazza Affari si gode una giornata da regina d’Europa mentre lo spread torna ai minimi dell’ultimo mese, chiudendo a 250 punti, e con il rendimento dei Btp decennali sceso sotto il 3%, al 2,90%.

“E’ inutile cercare 3 miliardi in più di deficit se poi ne perdiamo altrettanti sul mercato”, è il suo pensiero, una lezione di economia politica riservata ai suoi due editori di riferimento. Ma il “pompiere” Tria deve stare sul pezzo ogni giorno per spegnere i troppi entusiasmi (e relativi contraccolpi sulla fiducia nei nostri conti) e le tante fughe in avanti annunciate da Di Maio e Salvini.

Destinate al primo, la certezza che il reddito di cittadinanza si farà alle sue condizioni (da settembre 2019) e la speranza che le grandi opere utili alla crescita del paese si facciano senza ulteriori indugi. Mentre il governo aspetta di valutare costi e benefici di Tap e Tav, il ministro i suoi calcoli se li è già fatti: “Personalmente spero che si facciano e che il problema si sblocchi, che ci sarà una soluzione anche perché si tratta di grandi collegamenti internazionali”.

Quanto a Salvini, Tria si dice disponibile (l’ha ribadito alla Summer School di Confartigianato) a modificare le aliquote fiscali, ma stando attenti ai vincoli di bilancio, in maniera graduale, finanziandola disboscando la jungla delle tax expenditures, il complesso delle agevolazioni fiscali. Risultato: un solo punto di diminuzione del carico Irpef, dal 23 al 22%, parecchio lontano dalla rivoluzionaria flat tax immaginata dalla Lega in campagna elettorale e rilanciata dal contratto di governo.