Famiglie e imprese in crisi: risparmi e profitti ai minimi dal 1995

Pubblicato il 5 Aprile 2012 10:26 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2012 11:28

ROMA – Famiglie e imprese risentono della crisi. Per le prime calano i risparmi, per le seconde i profitti. Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si e’ attestata al 12%, il valore piu’ basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al 2010. Lo rende noto l’Istat, spiegando che ”il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 e’ diminuito dello 0,5%”, nonostante il reddito disponibile sia salito del 2,1%.

Nel 2011 la quota di profitto delle societa’ non finanziarie si e’ attestata al 40,4%, il valore piu’ basso dal 1995, con una riduzione dell’1,1% rispetto al 2010. Nel quarto trimestre, e’ stata pari al 40,3%, (-0,6%) rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2010.

Il reddito disponibile delle famiglie, nell’ultimo trimestre del 2011, ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, e dell’1,1% rispetto a quello corrispondente del 2010, aggiunge l’Istituto di statistica.    Il potere d’acquisto nell’ultimo trimestre dell’anno si e’ ridotto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, e dell’1,9% rispetto al quarto trimestre del 2010.

La propensione al risparmio delle famiglie, nel quarto trimestre, e’ stata pari al 12,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma piu’ bassa di 0,8 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2010.

Nel 2011 gli investimenti fissi lordi delle famiglie sono aumentati dell’1,5% e il tasso di investimento (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il reddito disponibile lordo) si e’ attestato al 10%, come l’anno precedente. Nel quarto trimestre del 2011 si registra una lieve diminuzione del tasso di investimento delle famiglie (-0,1 punti percentuali) sia rispetto al trimestre precedente che a quello corrispondente del 2010.