Family act, aiuti alle famiglie: dall’assegno universale ai congedi parentali, cosa prevede

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 22:01 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 22:01
Family act, aiuti alle famiglie: dall'assegno universale ai congedi parentali, cosa prevede

Family act, aiuti alle famiglie: dall’assegno universale ai congedi parentali, cosa prevede (foto ANSA)

ROMA – Sostenere la genitorialità, la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa dei bambini e investire sul protagonismo giovanile, nonché per favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile. Tutto questo è il Family act, che si declina attraverso i molteplici aspetti della vita familiare, annunciato nei giorni scorsi dalla ministra Bonetti e che prende via via sempre più forma.

Assegno universale

L’assegno universale ha un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile a seconda della situazione economica equivalente (Isee); l’assegno viene attribuito mensilmente, ne ha diritto ciascun figlio fino ai diciotto anni di età ed è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

L’assegno sarà corrisposto tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione.

Per i figli successivi al primo, l’assegno sarà aumentato del 20%, così come nel caso di un figlio disabile ma in questo caso indipendentemente dalla sua età.

Congedi parentali

Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio.

Prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore; viene introdotta la regola che il diritto al congedo di paternità non sia subordinato all’anzianità lavorativa e di servizio e che sia garantito a parità di condizioni nella pubblica amministrazione e nel settore privato; all’interno ci sono anche misure specifiche che, tenendo conto delle singole professioni, favoriscano un’estensione dei congedi parentali anche ai lavoratori autonomi.

Allo studio anche giorni premio ai genitori che si dividono i congedi.

Incentivi al lavoro femminile

Introduce l’indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio; la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’Isee; la modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio; forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile; prevede inoltre che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile; una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni.

Autonomia e protagonismo giovanile

Prevede il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi universitari; il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; il sostegno alle giovani coppie, composte da entrambi i soggetti di età non superiore a 35 anni, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa.

Infanzia

Si prevede un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e altri servizi per l’infanzia nonché l’assegno di natalità. (fonte ANSA)