Federal Reserve comprerà bond e immetterà liquidità. Bce ferma, aspetta i leader

Pubblicato il 23 agosto 2012 12:40 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2012 13:17

ROMA – Se i dati su crescita e occupazione restano critici la Federal Reserve interverrà prontamente con nuove immissioni di liquidità (quantitative easing), altri acquisti di bond. La rivelazione delle minute, degli appunti informali dell’ultimo board della banca centrale americana, ha già avuto il conforto dei mercati mentre il dollaro e l’immediato calo della quotazione del dollaro all’apertura delle Borse in Asia. Lo scoop del Wall Street Journal, che ha intercettato le minute, segnala che la Fed si sta muovendo, è in procinto di utilizzare tutta la sua potenza di fuoco per sostenere l’economia e allentare un po’ la pressione sul debito Usa, dato a livelli record per la fine dell’anno.

Specularmente, ma con l’immagine riflessa deformata fino a divenire irriconoscibile, la Banca Centrale Europea non si muoverà finché la politica non avrà trovato un compromesso e una sintesi sulle troppe questioni aperte sul tavolo della crisi finanziaria e sulle contromisure da adottare. Il più importante, ovvero il più attuale, è la Grecia, concederle o meno una dilazione sugli impegni e credere alle sue promesse sulla restituzione del debito. Fittissima l’agenda di Angela Merkel che oggi incontra Samaras e Hollande per un bilaterale. Bene, i mercati già sono stati informati che al massimo i decisivi incontri saranno interlocutori, perché, comunque le decisioni verranno prese a ottobre, quando la famosa troijka avrà stilato il rapporto su Atene. Se non mancavano motivi agli investitori per vendere titoli degli stati cosiddetti periferici, questa continua dilazione, questo logorante prender tempo aggiunge sfiducia supplementare a crisi cronica.

Federal Reserve e Bce viaggiano a velocità diverse, per statuti e mission diverse. Ma una corre, l’altra è ferma. E questo è un problema strutturale per l’Europa che, alla crisi economica somma la crisi della leadership. Soprattutto sono i mercati a sottolinearlo, rivelandosi molto meno irrazionali di quanto si creda. Citiamo Max Ciellino del Sole 24 Ore per mostrare la distanza tra buone intenzioni mascherate da attivismo e paralisi fattuale. “Limitandosi alle sole questioni europee, si succederanno infatti in rapida sequenza il Consiglio della Bce (6 settembre), la presentazione della proposta della Commissione Ue sulla riforma della vigilanza bancaria (11 settembre), la decisione della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità di Esm e «fiscal compact» (12 settembre) e l’Eurogruppo di Cipro (14 settembre). Con l’ormai noto discorso del 26 luglio, Mario Draghi, ha permesso di guadagnare tempo utile e tranquillizzato i mercati. Continuare a testare la pazienza degli investitori, che non è certamente infinita, potrebbe risultare assai pericoloso”.