Federalismo, i governatori potranno alzare l’Irpef fino al 3%

Pubblicato il 15 Settembre 2010 10:41 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2010 10:41

Il federalismo fiscale darà ai presidenti delle Regioni maggior margine di manovra in campo fiscale, dando la possibilità di alzare o abbassare le tasse, anche se entro un limite stabilito dalla legge. Lo spiega Eugenio Bruno sul Sole 24 Ore. Qualche esempio? L’addizionale Irpef che oggi è allo 0,9% potrebbe essere alzata fino al limite del 3%.

Il testo sul federalismo fiscale potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già la prossima settimana, ma ancora manca all’appello la definizione di alcune importanti cifre. Infatti quello dell’Irpef sembra l’unico numero sul quale si è trovato un accordo, ma potrebbe subire alcune variazioni.

Cambiano le regole anche per l’Irap. Il testo contempla ora la possibilità di ridurre, fino ad azzerare, con legge regionale, l’aliquota dell’imposta sulle attività produttive (che oggi è del 3,9% variabile in su o in giù dello 0,92%).

A disposizione dei governatori c’è anche una compartecipazione Iva, che dal 44,7% di oggi potrebbe scendere al 25-30%, e una quota fissa del gettito Irpef per ognuno dei cinque scaglioni d’imposta, su cui potranno essere introdotte delle detrazioni a favore dei nuclei familiari.

Non una percentuale precisa, nella bozza che andrà in Cdm, ma l’indicazione che la parte destinata allo stato andrà ridotta “in modo corrispondente” alla quota destinata alle regioni.

Vanno definiti ancora alcuni punti, ma la Lega sembra decisa a portare a casa il federalismo fiscale entro l’anno.