Federalismo Fiscale, la Corte dei conti boccia l’Imu: “Penalizzati i redditi bassi”

Pubblicato il 9 Dicembre 2010 21:11 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2010 21:10

La nuova imposta comunale prevista dalla riforma federalista, per la maggior parte basata sul possesso, rischia di penalizzare alcuni contribuenti, in particolare quelli a basso reddito con immobili a disposizione. Per finanziare i comuni sarebbe stato meglio prevedere una sorta di Service Tax. Inoltre, per la cedolare secca sugli affitti, che il governo punta a proporre dal 2011, sarebbe preferibile l’introduzione con la riforma fiscale complessiva. Ad affermarlo è  il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel corso di un’audizione alla Camera sul Federalismo Fiscale.

NUOVA IMU, RISCHIO AGGRAVI: ”Per quanto riguarda l’imposta municipale sul possesso – ha detto Giampaolino – sembrano permanere diverse tipologie di problemi”. ”Sono da considerare – ha rilevato – i problemi di equità che si pongono con il nuovo sistema. Se, come sembra, l’aliquota IMUP (la nuova imposta municipale sul possesso) sarà stabilita sui livelli più elevati della somma dell’aliquota implicita Irpef e dell’Ici per i soggetti a basso reddito con immobili a disposizione o ceduti ad altro titolo, vi potrà essere un aggravamento del carico fiscale. Inoltre per evitare problemi di applicazione sarà necessario pervenire ad una univoca definizione di abitazione principale ai fini di Irpef e Ici. Nell’attuale normativa la definizione prevista nel caso dell’Ici è più estensiva”.

MEGLIO SERVICE TAX: Per evitare sperequazione tra i vari territori meglio tornare a un’ipotesi di una imposta comunale sui servizi. ”Andrebbe verificata – sottolinea infatti Giampaolino – la concreta realizzabilità del modello proposto di fisco municipale anche attraverso il recupero di ipotesi di tassazione, per esempio la service tax, maggiormente in grado di far corrispondere l’onere della contribuzione agli effettivi beneficiari dei servizi locali”.

CEDOLARE CON RIFORMA: L’introduzione della cedolare secca sugli affitti, prevista nel decreto attuativo del federalismo fiscale sul fisco municipale, andrebbe inserita – secondo la Corte dei Conti – in un quadro generale di riforma fiscale. ”Non si può non osservare – ha detto – come con l’introduzione della cedolare secca si operi una ulteriore riduzione della base imponibile soggetta a tassazione progressiva che verrebbe ricondotta essenzialmente al solo reddito da lavoro. Una evoluzione di cui sarebbe forse più opportuno valutare le implicazioni all’interno di un più organico disegno di riforma della fiscalità generale”.

RISCHIO EVASIONE SU CASA: ”La differenza di trattamento fiscale tra le prime e le seconde case – ha detto Giampaolino – e l’incremento del prelievo previsto con l’Imu, come già accaduto in occasione dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa, potrebbe accentuare il ricorso a forme di elusione attraverso la costituzione di nuclei familiari fittizi allo scopo di poter dichiarare come prima casa un’abitazione a disposizione. Anche per contrastare tale fenomeno – suggerisce la Corte – andrebbe adottata una formulazione piu’ adeguata di abitazione principale rispetto a quanto previsto dal decreto”.