Federalismo: arriva la stangata sulle case fantasma, ecco tutte le novità

Pubblicato il 18 Gennaio 2011 23:01 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2011 23:01

Una stangata sulle case fantasma, con sanzioni che arrivano a quadruplicare se gli immobili non vengono ‘sanati’; la tassa di soggiorno gestita dalle province; una quota del 20% in fase transitoria e del 30% a regime della cedolare secca sugli affitti ai municipi. Sono queste alcune delle ulteriori novità alle quali il governo e la maggioranza stanno lavorando nell’ambito del decreto del federalismo fiscale sul fisco municipale. Domani saranno messe nero su bianco nella bozza di parere che il relatore del provvedimento e presidente della bicamerale, Enrico La Loggia, depositerà in commissione. Poi i gruppi parlamentari avranno tempo fino a venerdì per le proposte di modifica e mercoledì prossimo il ‘nuovo testo’ verrà votato.

Ecco, in pillole, alcune delle ipotesi di modifica sul piatto:

STANGATA SU CASE FANTASMA – Quadruplicano le sanzioni per chi non si mette in regola con gli obblighi di dichiarazione all’agenzia del territorio nei limiti previsti dal milleproroghe. Sale dal 50 al 75% la quota di introito di queste sanzioni che va in tasca ai Comuni, mentre il 25% resta allo Stato.

TASSA SOGGIORNO GIRATA SU COMPARTO TURISMO – Le province gestiscono la tassa di soggiorno. I Comuni capoluogo di provincia, hanno diritto a istituirla mentre gli altri Comuni possono prevederla ma concordandola con la Provincia che ne gestisce gettito e quote.

QUOTA CEDOLARE A COMUNI – Una quota pari al 20% nella fase transitoria e al 30% a regime del gettito della cedolare secca sugli affitti va ai municipi.

QUOTA FONDO RIEQUILIBRIO A MICRO-COMUNI – Servirà a garantire loro la possibilita’ di erogare i servizi essenziali.

BONUS AFFITTO FAMIGLIE CON FIGLI – Gli affitti a canone libero verrebbero tassati al 23% e il 3% del gettito riscosso sara’ destinato in favore delle famiglie del locatario prima casa con figli a carico.

VERSO RIORDINO TARSU E IRPEF COMUNALE – Riordino della tariffa sui rifiuti, tenendo conto anche del criterio della composizione del nucleo familiare, e dell’addizionale comunale all’Irpef in un prossimo decreto.

VIA IMU SU TRASFERIMENTI, RESTA SOLO QUELLA SU POSSESSO – Salta l’Imu sui trasferimenti, resta solo quella sul possesso (oltre a quella facoltativa per i Comuni). L’aliquota dell’imposta municipale unica verrà fissata dalla legge di stabilità e non più da un dpcm.

DUE ALIQUOTE CEDOLARE SECCA SU AFFITTI – Resta al 20% per i canoni concordati; sale al 23% per quelli liberi per dare un vantaggio fiscale alle famiglie con figli a carico.

COMPARTECIPAZIONE IRPEF – Verrà data ai comuni insieme a una fetta, che potrebbe essere del 20%, del gettito dell’imposta di registro e di bollo, delle imposte ipotecaria e catastale, dei tributi speciali catastali e delle tasse ipotecarie. Sarà però lo Stato a stabilire le quote dei trasferimenti perché questi tributi restano erariali.

TETTO A PESO FISCO E TARIFFE COMUNI – la conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica concorrerà a stabilire gli obiettivi di finanza pubblica prevedendo anche per il comparto dei Comuni un limite massimo per la pressione fiscale e tariffaria.

TEMPI PIU’ STRETTI PER FONDO RIEQUILIBRIO – Passa da cinque a tre anni la durata del fondo sperimentale di riequilibrio che tiene anche conto del numero di residenti di ciascun ente.