Ferrari, Marchionne: “Resteremo in Italia”. Montezemolo verso Alitalia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 15:20 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 21:15
Ferrari, Marchionne: "Resta italiana". Montezemolo verso Alitalia

Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo (Foto Ansa)

MARANELLO –  “La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street: si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’Amministratore Delegato del Gruppo”. Così Luca Cordero di Montezemolo, in conferenza stampa a Maranello, celebra il suo commiato dopo 23 anni alla guida della Ferrari. Commiato accompagnato da una liquidazione da 27 milioni di euro. Montezemolo lascia la presidenza all’uomo col maglione, Sergio Marchionne, che lo scorso weekend lo aveva pubblicamente scaricato da Cernobbio e non esclude l’eventualità di un suo futuro in Alitalia: “E’ possibile – ha detto Montezemolo – ma fino a metà ottobre sono concentratissimo qui. Poi ne parliamo”.

L’addio ufficiale di Montezemolo, alla presidenza della Ferrari dal 1991, è stato infatti fissato per il 13 ottobre, al termine dei festeggiamenti per i 60 anni del cavallino in America, e in concomitanza con la quotazione di Fca a Wall Street. Da lì in poi tocca a Marchionne che assicura: “Il marchio resterà autonomo rispetto al gruppo Fca. Il Cavallino è nato e resterà italiano”. “E’ osceno – ha aggiunto – pensare che la Ferrari venga realizzata in un posto diverso da Maranello”.

“Ci sono state incomprensioni, ma ringrazio Montezemolo di quello che ha fatto per la Ferrari, per la Fiat e per me”, ha detto l’amministratore delegato del Lingotto che a Cernobbio lo aveva silurato con quel “nessuno è indispensabile” criticando gli insuccessi sportivi della Scuderia negli ultimi sei anni.

Tra sorrisi e pacche sulle spalle il divorzio sembra quasi consensuale. Al di là delle incomprensioni degli ultimi giorni “ci siamo sopportati per 10 anni”, scherza Marchionne. In realtà lo scontro tra i due celerebbe una divergenza sulla strategia per la Ferrari. Posizioni distanti, quelle dei due manager, sul ruolo della Rossa all’interno del Gruppo. Montezemolo ha sempre interpretato la società come un’entità autonoma con proprie logiche, diversa da tutte le altre. Marchionne invece la considera una delle società del Gruppo e, con la Maserati, un tassello del brand del lusso che ha un ruolo centrale nella strategia di Fca in vista del debutto alla Borsa di New York. Ecco perché è probabile, accanto a Marchionne, la prossima presenza di Harlad Wester, numero uno dell’Alfa Romeo e della Maserati.

Per Montezemolo “finisce un’epoca e ho quindi deciso di lasciare la presidenza dopo quasi 23 anni meravigliosi e indimenticabili, dopo quelli passati a fianco di Enzo Ferrari negli anni Settanta”.  E conferma le ultime indiscrezioni: “Amedeo Felisa rimarrà amministratore delegato di Ferrari”, anche dopo la sua uscita e la salita di Marchionne come presidente. Per il Cavallino, dal punto di vista industriale, si prospetta una nuova collocazione nel gruppo Fca come fulcro del “polo del lusso” composto anche da Alfa Romeo e Maserati. Su questo disegno Marchionne ha però frenato rimarcando l’unicità di Ferrari “che ha un segmento per se stessa e non ha bisogno di alcun riferimento”. In ogni caso, “non si può pensare all’aggregazione fino al rilancio di Alfa con i nuovi modelli del 2015”, precisamente il 24 giugno. Circa la più volte ventilata quotazione del Cavallino, Marchionne è tranchant: “Non ho nessun piano sulla scrivania per una Ipo di Ferrari”. Anche sulla eventuale produzione di un Suv del Cavallino, non ci sono progetti a riguardo.

“Se uno non avesse rimpianti sarebbe un pazzo o un presuntuoso – ha detto Montezemolo – L’importante è non averne troppi. Ce li ho, ma me li tengo per me”. Resta comunque l’eventualità, sempre più probabile, di una sua candidatura al vertice della nuova Alitalia targata Etihad: dopo l’investitura da parte del ceo di Atlantia Giorgio Castellucci, oggi è arrivata anche quella di Federico Ghizzoni, ad di Unicredit: “Vista la sua esperienza potrebbe essere un buon nome”, ha detto. “Voglio occuparmi anche della scuola di mio figlio”, ha aggiunto Montezemolo, secondo il quale è “prematuro” parlarne.

Intanto a Piazza Affari il titolo Fiat continua a salire: in mattinata arriva a superare i 7,9 euro, con un balzo poco sotto il 3%.