Ferrari non si sposta in Olanda. Smentito trasferimento per vantaggi fiscali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2014 12:41 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 12:42
La Ferrari non si sposta dall'Emilia.

Montezemolo (LaPresse)

ROMA – La Ferrari non si sposta dall’Emilia. E’ quanto scrive la casa automobilistica in una nota.

La Ferrari – si legge – ”smentisce in modo categorico quanto pubblicato questa mattina da un quotidiano del nord secondo cui il marchio sarebbe trasferito in Olanda. La Ferrari è dal 1947 a Maranello dove rimarrà con le sue vetture e il suo marchio”.

Secondo ‘Il Giornale‘ la Ferrari potrebbe operare questa scelta, portando il marchio verso il paese che ha una tassazione più vantaggiosa.

Ecco l’articolo del Giornale a firma di Angelo Allegri:

Altro che Rosso Ferrari,il Ca­vallino rampante si tinge d’aran­cione. E l’orgoglio italiano, già messo a dura prova dai recenti e dolorosi addii, precipita a nuovi minimi. La Ferrari sarebbe pron­ta a trasferire in Olanda il mar­chio, mentre gli stabilimenti (per ora,verrebbe da dire)reste­ranno dove sono. La prospetti­va è dolorosa: chi nel mondo vor­rà utilizzare il simbolo tricolore per eccellenza, non dovrà più parlare con Maranello, ma con qualche oscuro ufficio tra Maa­stricht e Amsterdam. Sempre da quelle parti faranno capo i cir­ca 100 milioni di fatturato che il brand realizzava (contratti di li­cenza o franchising) con 50 mi­lioni di utili netti (sui 250 circa dell’intera Ferrari). Quanto alle tasse, ovvio: saranno in prima battuta roba dei sudditi di re Gu­glielmo Alessandro di Orange-Nassau. In Italia qualche rivolo arriverà, filtrato attraverso i complessi canali societari di un colosso come la neonata Fiat Chrysler Automobiles.

La decisione di Sergio Mar­chionne e del suo team non fa­rebbe una grinza dal punto di vi­sta della razionalità economica.

Qualsiasi imprenditore italiano (dal piccolo al grande) che cer­chi di vendere all’estero si sente fare prima o poi una domanda a volte espressa in tono un po’ im­barazzato: non avete una socie­tà fuori dalla Penisola con cui chiudere il contratto? Naturale: un manager internazionale si sente molto più tranquillo fir­mando un accordo, per esem­pio, con una società svizzera che con un’impresa italiana. Per capire perchè basta pensare a cosa succede se le cose vanno male: a intervenire sono gli effi­cienti tribunali elvetici e non quei buontemponi di giudici e avvocati italiani. Di fronte alla ri­ch­iesta di espatriare contrattual­mente il piccolo imprenditore tricolore, che non ha la forza per creare complesse strutture este­re, è costretto a barcamenarsi. Ma questi non sono problemi di Marchionne.

L’Olanda offre una tassazio­ne ai minimi ( in particolare sul­le royalties), una legislazione ro­data e modernissima nel settore dei marchi, tribunali modello In­ternet e non modello terzo mon­do. Risultato: il Cavallino va al­l’estero (…)

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