Ferrari da record: in 66 anni mai vendute tante “rosse”. Utile 244 mln (+17,8%)

Pubblicato il 18 Febbraio 2013 20:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2013 20:43
Ferrari da record: in 66 anni mai vendute tante "rosse". Utile 244 mln (+17,8%)

Ferrari da record: in 66 anni mai vendute tante “rosse”. Utile 244 mln (+17,8%) – Foto Lapresse

ROMA – Il 2012 è stato per la Ferrari un anno da record, il migliore in 66 anni di storia. Lo confermano i numeri del bilancio approvato dal consiglio di amministrazione riunitosi a Maranello. A sostenere la domanda di supercar sono soprattutto l’America in ripresa economica, la Cina ma anche alcuni paesi europei.

Se è vero che la crisi imperversa e il mercato delle auto è tra i più penalizzati, è pur vero che in 66 anni, dalla fondazione dell’azienda, non si erano mai vendute così tante “rosse”. I conti del cavallino parlano chiaro: 7.318 vetture consegnate (+4,5% rispetto al 2011), fatturato di 2,43 miliardi di euro (+8%), +12,1% per il risultato della gestione ordinaria, arrivato a 350 milioni, con un utile netto che sfiora i 244 milioni (+17,8%) e un ROS (Return on Sales) che si conferma con il 14,4% ai livelli delle migliori aziende del settore del lusso. E’ un anno record per tutti i principali indicatori del 2012 per la Ferrari che si conferma vera macchina da soldi per il gruppo Fiat.

Il successo giunge da oltre oceano, dove per la prima volta sono state consegnate oltre 2 mila vetture. Ma crescono anche le richieste in Germania, Regno Unito e Svizzera. Procede a passo spedito l’espansione in Cina, che con 718 vetture, è il secondo mercato più importante dopo quello statunitense.

L’Italia, invece, resta fanalino di coda con appena 318 auto vendute, ovvero un calo del 46%. Colpa della depressione economica ma anche delle troppe tasse che colpiscono il settore auto, ha spiegato il presidente Luca Cordero di Montezemolo. “È motivo di grande orgoglio – ha esultato – per tutti noi chiudere un anno con simili risultati, pur in presenza di un contesto non certo favorevole in tanti Paesi europei se non addirittura ostile, come nel caso dell’Italia”.

E incassa anche il plauso degli annalisti di Brand Finance che nella classifica dei marchi più valutati al mondo ha messo al primo posto il Cavallino, scansando persino Google e Coca Cola.