Fiat: Blitzquotidiano, modestamente, aveva anticipato Bersani un anno fa

Pubblicato il 26 Marzo 2010 10:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 10:15

Prima delle elezioni regionali, Pier Luigi Bersani è andato davanti ai cancelli di Mirafiori per testimoniare la sua solidarietà ai dipendenti Fiat. Ha parlato di un’azienda “con tanti problemi”, elencando i suoi dubbi, dall’operazione che ha portato all’alleanza con Chrysler fino al ruolo del sindacato italiano nella difesa degli interessi dei lavoratori.

Le perplessità del segretario del Partito democratico, però, non sono nuove. Su Blitzquotidiano si era già parlato delle questioni che riguardavano le strategie della Fiat. Da una parte, le ambizioni di Sergio Marchionne che aveva deciso di puntare decisamente sugli investimenti in America, sottovalutando i costi di un’operazione del genere; dall’altra parte, poi, era stato già affrontato il nodo dei sindacati italiani, spesso troppo presi da una contesa tutta politica con il governo di Silvio Berlusconi e di conseguenza poco attenti ai reali interessi dei dipendenti della grande azienda torinese.

Un paragone, soprattutto, risulta significativo: mentre in Italia le associazioni sindacali puntavano al “muro contro muro” con governo e dirigenti Fiat, in Germania ben altro comportamento tenevano i rappresentanti dei lavoratori locali, bocciando l’avanzata del Lingotto verso l’intesa con la Opel.

Bersani ora si rende conto che la partita sulla Fiat non può essere lasciata alle proteste sindacali e comincia a sollevare alcune critiche al concetto di un’azienda “planetaria” e dagli obiettivi fin troppo ambiziosi. Quando le scelte di Marchionne venivano applaudite da quasi tutti, però, i rischi cui andava incontro la casa torinese venivano prevalentemente ignorati: si scelse la più facile, e acritica, santificazione dell’italiano che va alla conquista dell’America. Se Marchionne fece bene i suoi conti, in Italia, governo, sindacati, opposizione invece di usare una prosaica calcolatrice fecero a gara a mettergli in testa una corona d’alloro. Ma alla fine i nodi sono giunti al pettine.