Fiat debutta in Borsa: spin-off firmato Marchionne

Pubblicato il 1 Gennaio 2011 18:18 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2011 18:34

Il 3 gennaio a Piazza Affari debutta la Fiat dello spin off: due titoli, con i primi scambi per le azioni di Fiat Industrial accanto a Fiat Spa. Si apre ”un nuovo capitolo della storia di Fiat”, come ha sottolineato al’ad, Sergio Marchionne, che ha disegnato il nuovo assetto del gruppo del Lingotto e sarà presente all’avvio delle contrattazioni alla Borsa di Milano. Fiat Industrial debutterà nel paniere principale, subentrando a Italcementi nel FtseMib.

La giornata da protagonista a Piazza Affari, con una forte attesa per il prezzo che il mercato attribuirà ai due titoli, non spegnerà comunque i riflettori sul dibattito acceso dal confronto che Fiat porta avanti sulle condizioni poste da Marchionne per un piano di investimenti da 20 miliardi in Italia.

Un percorso già passato per gli accordi a Pomigliano e Mirafiori, con il no della Fiom-Cgil. E sono molti i temi aperti. A Pomigliano, dove partono le riassunzioni dei 4.600 dipendenti in una una newco fuori dal sistema di rappresentanza del contratto nazionale dei metalmeccanici. A Mirafiori, dove l’accordo andrà all’esame del referendum tra i lavoratori.

Sul fronte sindacale, fari puntati sulle mosse delle Fiom, che per il 28 dicembre ha indetto 8 ore di sciopero generale dei metalmeccanici, e che resta ferma sul no ad accordi giudicati ”inaccettabili”.

Il dibattito è anche interno alla Cgil, con la minoranza Fiom vicina alla segreteria di Corso Italia, e la stessa Confederazione (come anticipato dai segretari Cgil di Napoli e Campania per Pomigliano) che premono per un compromesso, una firma tecnica agli accordi (in caso di sì al referendum, come già accaduto nello stabilimento campano) per evitare che come la Fiom si trovi esclusa dalle rappresentanze aziendali, come previsto dalle nuove intese.

Altro capitolo aperto è quello sul fronte Confindustria, dopo gli accordi che, per varare regole in deroga al contratto dei metalmeccanici, hanno portato gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori fuori dal sistema delle relazioni industriali che fa riferimento a Federmeccanica. Mentre, sulla spinta dello scossone dato dal ”metodo Marchionne” tra industriali e sindacati si riaccende il dibattito sull’opportunità di cercare un accordo per nuove regole sulla rappresentanza.

Lunedì 3 gennaio sarà comunque il giorno ”storico” della Fiat ridisegnata da Marchionne. Chi detiene azioni ”ex-Fiat” avrà in portafoglio entrambi i due titoli del Lingotto che verranno scambiati da lunedì 3: per ogni azione Fiat riceverà un’azione Fiat Industrial della stessa categoria.

L’operazione di spin off ha diviso le attività del settore auto (in Fiat Spa) da quelle (in Fiat Industrial) per veicoli industriali, Iveco, e agricoli, Case New Holland. In Borsa, in pratica, due nuovi titoli sostituiranno le azioni Fiat scambiate fino allo scorso venerdì 31 dicembre.

Le ”scommesse” degli investitori sul valore che il mercato darà ai due titoli hanno portato, giovedì 30, all’ultima chiusura di Borsa, le ”vecchie” azioni Fiat a 15,43 euro (+2,94%). Rispetto a questo valore, se il mercato confermerà le stime del consensus di analisti raccolto da Bloomberg (Fiat 6,65 euro, 9,40 Fiat Industrial) i due titoli, insieme, verranno quotati con un premio di circa il 4%. Ma l’attenzione di analisti è investitori è anche sul titolo Exor, azionista di controllo delle due “nuove” Fiat.

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