Fiat, Camusso: “La loro linea è o mi obbedisci o non esisti”

Pubblicato il 5 Novembre 2012 22:41 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2012 22:42
Susanna Camusso

ROMA – ”Non esistono precedenti di una scelta di questo tipo” che ”parla della Fiat più di tanti ragionamenti” dando ”un’idea di comando, di divisione, di rapporto sempre autoritario: un’idea o mi obbedisci o non esisti”. Così il leader della Cgil, Susanna Camusso, a “Che tempo che fa”, ha commentato la vicenda di Pomigliano.

Fiat è ”oggi il peggiore ambasciatore che l’Italia può avere nel mondo”, spiega ancora la Camusso sulla decisione dell’azienda di avviare il licenziamento di 19 operai a Pomigliano per assumere altrettanti iscritti alla Fiom come chiesto dalla Corte d’appello di Roma.

Il giorno prima Camusso aveva detto: “Il governo abbia coraggio e dia un segnale sulla vicenda della Fiat, serve un decreto per la rappresentanza”.

La dirigente sindacale spiega che “e’ importante partire da quanto accaduto, quello dei diritti e’ un tema fondante della nostra democrazia”. “La ritorsione che la Fiat ha deciso di attuare – afferma Camusso – contrapponendo 19 lavoratori discriminati a 19 lavoratori da discriminare e’ intollerabile”.

Tuttavia, il leader Cgil rileva che “Fiat nei giorni scorsi ha ammesso l’errore di Fabbrica Italia e abbiamo sentito dai suoi portavoce anche toni distensivi”. Il Lingotto a questo punto “deve ritirare i 19 licenziamenti e riprendere il confronto anche con la Fiom”. Anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero nei giorni scorsi ha fatto “un intervento importante” in cui ha chiesto che si torni “a normali relazioni sindacali”.