Fiat, Chrysler/ Uaw: cosa abbiamo ottenuto. Sindacati al 55% del capitale, Fiat solo seconda

Pubblicato il 28 aprile 2009 8:17 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2009 15:51

Il sindacato dell’auto americano, la Uaw (United auto workers) sarà il primo azionista della Chrysler ristrutturata, con il 55% del capitale; Fiat verrà seconda: partirà con il 20% per salire al 35%: il restante 10% andrà a governo Usa e creditori.

I termini dell’accordo tra Fiat e Chrysler sono stati illustrati in una nota distribuita ai vertici sindacali lunedì sera da Ron Gettelfinger, presidente del sindacato. Il voto sull’accordo è previsto per mercoledì.

La notizia è sul sito internet del Wall Street Journal, che fornisce altri particolari sui passaggi finanziari e azionari dell’operazione, che prevede la perdita totale del residuo capitale ancora detenuto in Chrysler da parte della tedesca Daimler (Mercedes), pari al 19,9%, perdita che si aggiunge ai 10 miliardi di dollari di cassa già persi da Daimler nello sventurato sbarco a Detroit. Ciliegina sulla torta per i tedeschi, un regalino di 600 milioni di dollari che Daimler verserà, uscendo, al fondo pensione dei lavoratori Chrysler. La storia insegna che, per imperscrutabile volontà del fato, ai tedeschi, come agli italiani, le avventure coloniali non portano molta fortuna.

Le informazioni sull’accordo sono di parte sindacale, quindi le valutazioni del memorandum Uaw sono un po’ trionfalistiche, per indorare la débacle per i lavoratori: «Ci rendiamo conto che i sacrifici per i lavoratori sono dolorosi. Abbiamo combattuto per conservare i nostri salari, la nostra assistenza sanitaria e i nostri posti di lavoro». I lavoratori americani hanno dovuto rinunciare, almeno per ora, all’aggiustamento automatico dei salari al costo della vita (la tanto deprecata da Romiti scala mobile), accettare di essere pagati in straordinario solo dopo avere lavorato completamente le 40 ore settimanali e dovranno d’ora in poi lavorare anche il lunedì di Pasqua, fino a oggi vacanza.

Ecco gli impegni Fiat: produrre almeno una macchina piccola in una fabbrica Chrysler negli Usa, consentire a Chrysler di usare per le proprie auto i motori diesel 3 litri e benzina 1,4 litri.

L’ingresso di Fiat, il cui apporto è valutato dalla Uaw pari a 8 miliardi di dollari, «creerà quattromila nuovi posti di lavoro controllati dal sindacato negli Usa».

Certo per i sindacalisti americani, come per i colleghi italiani con le norme sui fondi pensione controllati dai sindacati, si prospettano nuove stanze dei bottoni. Infatti verrà istituito un fondo pensione, amministrato dal sindacato, con un capitale di 4,59 miliardi di dollari versato da Chrysler, cui si aggiungeranno, negli anni dal 2010 al 2023, cifre annuali da 300 milioni di dollari a salire fino a 823. Questo fondo possiederà un numero “significativo” di azioni Chrysler e nominerà un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione dell’azienda.

L’azienda dovrà tenere costantemente informato il sindacato su strategie e prodotti.