Fiat-Chrysler. Marchionne tradotto: sede legale in Usa, quotazione a Wall Street

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 10 gennaio 2014 15:08 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2014 15:08
Fiat-Chrysler. Marchionne tradotto: sede legale in Usa, quotazione a Wall Street

Fiat-Chrysler. Marchionne tradotto: sede legale in Usa, quotazione a Wall Street

ROMA – Dall’intervista di Ezio Mauro (direttore de La Repubblica) a Sergio Marchionne (ad di Fiat-Chrysler) si intuisce facilmente una novità che non è esplicitamente comunicata: la Fiat non avrà più la sede legale in Italia, né sarà quotata a Piazza Affari. Con ogni probabilità la sede legale sarà negli Stati Uniti, il titolo (qualunque sarà il suo nome, che cambierà) “traslocherà” sul listino di Wall Street.

Si è titolato sulla Fiat che non produrrà più “auto di massa”, sul rilancio dei marchi Maserati e Alfa Romeo, sugli operai che ritorneranno dalla cassa integrazione, sugli stabilimenti di Mirafiori, Cassino e Pomigliano d’Arco che ripartiranno a pieno regime… ma non si è evidenziato un aspetto, chiaro: il trasloco definitivo del “cuore” della Fabbrica Italiana Automobili Torino.

Aiutiamoci con le parole di Marchionne, quando spiega che in America ha trovato le condizioni favorevoli che non avrebbe mai trovato in Italia e in tutta Europa:

Vuol dire che soltanto in America sarebbe stata possibile un’operazione di questo tipo?
«Dico che per tante ragioni storiche e culturali noi europei siamo condizionati dal passato, l’idea di chiuderlo per far nascere una cosa nuova ci spaventa. Da loro no: c’è una disponibilità quasi naturale verso il cambiamento, la voglia di ripartire».
Meno vincoli e meno dubbi?
«Se porti un’idea nuova, in Italia trovi subito dieci obiezioni. In America nello stesso tempo trovi dieci soluzioni a possibili problemi. E poi è arrivato Obama».

Parlare esplicito è “poco italiano”, secondo Marchionne. Che poi chiarisce che “andremo dove ci sono i soldi”, ovvero che la Fiat sarà quotata a New York, avrà un nome nuovo e una sede legale probabilmente americana:

«Invece la verità è che siamo qui, pronti a ripartire, ma abbiamo bisogno di soldi per finanziare la ripartenza. Le sembra un discorso troppo esplicito, troppo poco italiano?»
No, se lei però mi dice dove quoterete la nuova società.
«Fiat è quotata a Milano. Poi, andremo dove ci sono i soldi. Mi spiego: dove c’è un accesso più facile ai capitali. Non c’è dubbio che il mercato più fluido è quello americano, quello di New York, ma deciderà il Consiglio di amministrazione. Io sono pronto anche ad andare a Honk Kong per finanziare lo sforzo di Fiat-Chrysler».
Come si chiamerà la nuova società?
«Avrà un nome nuovo».
Quando avverrà la fusione?
«Spero subito, con l’approvazione del Consiglio al dividendo Chrysler di 1,9 miliardi. A quel punto il processo è chiuso, si può partire».
E dove sarà la sede della nuova società?
«Lo decideremo, anche in base alla scelta di Borsa, ma mi lasci dire che è una questione che ha un valore puramente simbolico, emotivo. La sede di Cnh Industrial si è spostata in Olanda, ma la produzione che era qui è rimasta qui».