Fiat, Epifani: “Proprietà assente sul futuro industriale del gruppo”

Pubblicato il 25 Marzo 2010 10:30 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2010 10:30

«La proprietà della Fiat pensa più ai progetti finanziari che al futuro industriale del gruppo mentre il governo non ha fatto nulla per mantenere l’occupazione e la produzione in Italia». E’ l’accusa lanciata dal segretario della Cgil Guglielmo Epifani mentre il Lingotto si appresta a definire un nuovo piano strategico, e dopo le notizie, smentite da Marchionne, di una riduzione dei modelli e di un drastico taglio del personale.

Intervistato da Repubblica, Epifani ha spiegato  che la Fiat «sta diventando una multinazionale» ma «mentre in altri sistemi economici le multinazionali mantengono occupazione e stabilimenti nei Paesi di origine, la Fiat appare più attratta dai mercati di oltreoceano, nord e sud America, rispetto a quello domestico europeo». Il rischio per l’Italia, continua Epifani, «è uscire dalla crisi con un arretramento industriale» e ciò «è colpa anche dell’assenza di una politica industriale». Così le imprese reagiscono “delocalizzando” ma, protesta Epifani, che lo faccia la Fiat «è molto più grave».

Sul ruolo del governo di fronte al nuovo piano del Lingotto, il leader della Cgil rileva che «finora il governo non ha fatto nulla», mentre alla Fiat manca «l’assunzione di un ruolo da parte della proprietà», «tiepida sul futuro industriale del gruppo» e attenta «agli aspetti finanziari».