Fiat, Fiom scrive a Marchionne: “Parliamoci senza filtri”

Pubblicato il 14 luglio 2010 14:44 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 14:57

Una lettera all’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, per invitarlo a un confronto ”senza filtri e finzioni mediatiche”. L’hanno distribuita i lavoratori di Mirafiori iscritti alla Fiom durante il corteo che si è svolto mercoledì mattina a poche ore dall’inizio del confronto sul premio di risultato.

Nella missiva, che risponde a quella inviata da Marchionne ai lavoratori Fiat, la Fiom scrive che ”anche noi siamo consapevoli di attraversare una crisi senza precedenti e una fase molto delicata che influenzerà il nostro futuro. L’assenza di una politica industriale in Italia e nei confronti dell’autoveicolo, manca almeno dalla seconda metà degli anni ’60, con grandi responsabilità di chi si è succeduto nel governo del Paese e più recentemente ha illuso gli italiani che si poteva crescere senza industria”.

”Purtroppo – prosegue la lettera – constatiamo che il ‘conto’ di queste mancate politiche viene sempre pagato dai lavoratori. Ed e’ per questo che, pur apprezzando gli investimenti previsti dal piano industriale, non comprendiamo come e perchè solo i lavoratori debbano pagarne la realizzazione, con governo e politica che al massimo fanno i tifosi per i propri fini. Noi, che dopo 25 anni di lavoro in Fiat, spesso con operazioni ripetute ogni minuto, facendo i turni, non raggiungiamo i 1200 euro al mese, non possiamo credere che non vi siano alternative al peggioramento della nostra vita e alla nostra condizione di lavoro”.

”Nel 2004 – ricordano ancora i lavoratori e i delegati Fiom di Mirafiori – quando lei da poco era in Fiat, dichiarò che il problema della competitività dell’auto non dipendeva dal costo del lavoro, che valeva circa un 8% per unità di prodotto. Oggi ci è difficile credere che, improvvisamente, tutto dipenda solo ed esclusivamente dalla nostra disponibilità ad adeguarci a condizioni di lavoro che, a nostro avviso, ci faranno fare un salto indietro nel tempo. Non abbiamo quindi una visione personalistica delle cose e tanto meno semplicistica, ci sforziamo al contrario di tenere insieme il tutto”.

”E’ fin troppo noto come i lavoratori – prosegue la lettera – siano stati fondamentali, nel corso di anni difficili, per fare in modo che la Fiat continuasse a rimanere sul mercato. Abbiamo fatto, facciamo e faremo molti sacrifici con la cassa integrazione. Ed è difficile pensare di farne altri quando l’azienda distribuisce dividendi ai soci per diverse centinaia di milioni di euro e incrementa i compensi dei top manager da un anno all’altro tra il 39% e il 53%. Parallelamente sul nostro premio di risultato incombono voci, non smentite, che potrebbe essere nullo o di una cifra pressoche’ simbolica”.

”Noi vogliamo preservare i nostri posti di lavoro, salvare i nostri redditi e guardare al futuro con più serenità per le nostre famiglie. Non si tratta di contrapporre lavoratori e imprenditori, ma di prendere atto delle differenti condizioni e delle diverse responsabilità collaborando per il futuro con condivisione e non per coercizione”.

”E’ importane – concludono i lavoratori Fiom – mettersi in gioco, come dice Lei, se si tiene veramente alle persone a cui ci si rivolge, ma è altrettanto importante riconoscersi reciprocamente e non sarà certo con i licenziamenti di lavoratori e delegati della Fiom o di altri sindacati che questo avverra”’.