Fiat: calo delle vendite in Europa dopo gli eco-incentivi. In controtendenza Alfa Romeo

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 10:13 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 10:50

Anche a novembre Fiat Group Automobiles sconta pesantemente in Europa il notevole vantaggio ottenuto lo scorso anno grazie agli eco-incentivi. Tuttavia, sottolineano da Mirafiori, ”questi risultati sono allineati con quelli ottenuti da nei precedenti mesi di quest’anno (6,9% la quota di ottobre e 6,4% quella di agosto)” e ”ancora una volta il risultato di Alfa Romeo è in controtendenza, con le vendite aumentate (soprattutto grazie alla Giulietta) del 25,6%”. Mentre la Panda e la 500 ”si confermano in Europa al vertice del segmento A”.

Da Torino fanno sapere che ”il forte rallentamento registrato nei mercati europei con maggiore presenza di FGA è la principale causa di questo calo delle vendite. In novembre l’Italia ha perso il 21,1%, la Francia il 10,8%, la Spagna il 25,5% e la Germania il 6,2%”. Al contrario, Fiat Group Automobiles ”ha ottenuto risultati decisamente positivi” in alcuni mercati minori. Per esempio, in Olanda – dove il mercato cresce del 38,1% – FGA aumenta i volumi del 107,1%, ottenendo una quota dell’8,2% (era il 5,4% un anno fa); in Portogallo, dove il mercato cresce del 19,2%, Fiat Group Automobiles aumenta i volumi del 27,1% e la quota di 0,4 punti percentuale. Aumenti superiori alla crescita del mercato sono fatti registrare da FGA anche in Irlanda, Svezia e Finlandia.

Da Mirafiori evidenziano che anche i risultati dei primi undici mesi del 2010 ”sono in linea con quelli dei mesi precedenti di quest’anno”. Inoltre, si sottolinea ”il 3% di quota ottenuto in Spagna (mezzo punto percentuale in più rispetto al 2009) grazie a una crescita dei volumi del 26,9%, in un mercato che nell’anno è cresciuto del 5,9%”. Proprio per la sua ampia gamma di vetture ecologiche, è stato il marchio Fiat – rilevano a Mirafiori – il più condizionato dalla mancanza di incentivi nei principali mercati europei. Il brand ha immatricolato in novembre oltre 57 mila vetture (-27,3%) con una quota del 5,2% (era del 6,6% un anno fa). ”Anche per Fiat il risultato di novembre è sostanzialmente in linea con quello dei precedenti mesi del 2010: a ottobre – ricordano a Mirafiori – la quota era stata del 5,3% e del 5,4% in settembre”.

Negli 11 mesi, Fiat ha immatricolato oltre 771 mila vetture (-18,5%) per una quota del 6,1%, in calo di 1 punto percentuale sullo stesso periodo dell’anno scorso. Eppure, nonostante questo scenario decisamente negativo, ”la Panda è ancora una volta l’auto più venduta del segmento A (con una quota vicina al 17% sia a novembre sia nel progressivo annuo), seguita dalla 500, con una quota superiore all’11% sia nel puntuale mensile sia in tutto il 2009. Tra le posizioni di vertice nei rispettivi segmenti, troviamo anche la Punto (7% di quota nel progressivo annuo), la Sedici (9,1% di quota nell’anno) e, tra i multispazio, Qubo e Doblò. Sono poco meno di 7 mila le Lancia immatricolate in novembre (-35,6%) e la quota è dello 0,6%, 0,3 punti percentuali in meno in confronto con novembre 2009.

”A condizionare fortemente il risultato di Lancia – sottolineano a Torino – è il forte calo del mercato italiano, dove il brand ottiene i suoi volumi maggiori”. Negli 11 mesi, Lancia ha venduto quasi 93 mila vetture (-17,5%) per una quota dello 0,7% (0,8% un anno fa). Alfa Romeo, invece, si conferma ”in forte controtendenza rispetto al mercato” al traino della ”Giulietta, che a pochi mesi dal lancio, è stata immatricolata in oltre 28 mila esemplari in tutta Europa”.

Con 10 mila auto immatricolate, il marchio aumenta i volumi del 25,6% e ottiene una quota dello 0,9%, in crescita di 0,2 punti percentuali su novembre 2009. ”I risultati del brand – rilevano a Mirafiori – sono positivi in quasi tutti i maggiori mercati europei: Alfa Romeo cresce del 16,3% in Italia, del 23,8% in Germania (mercato -6,2%), del 25,4% in Francia (mercato -10,8%), del 26,3% nel Regno Unito (mercato -11,5%)”. Negli 11 mesi le vendite di Alfa sono state quasi 101 mila, il 3% in meno rispetto al 2009, e la quota è stabile allo 0,8%.