Fiat. Marchionne: “Capannoni fantasma e segreti”. Dove, perché?

Pubblicato il 13 gennaio 2014 12:43 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2014 18:35
Fiat. Marchionne: "Capannoni fantasma e segreti". Dove, perché?

Fiat. Marchionne: “Capannoni fantasma e segreti”. Dove, perché?

TORINO – Fiat. Marchionne: “Capannoni fantasma e segreti”. Dove, perché? Della intervista rilasciata da Sergio Marchionne al direttore di Repubblica Ezio Mauro, è rimasto senza risposte un dettaglio da spy-story più che da programmazione industriale: i capannoni-fantasma dove in gran segreto invisibili tecnici e ingegneri stanno progettando l’Alfa Romeo del futuro prossimo. Mauro aveva appena chiesto ragione del ritardo nel reinventare i marchi storici Fiat, ottenendo una replica brusca e sibillina da parte di Marchionne:

“E lei, mi scusi, che ne sa? Sa della Maserati a Grugliasco, dove lavora gente in guanti bianchi a scegliere le rifiniture in pelle per andare sui mercati del mondo. Ma non sa che in capannoni-fantasma, mimetizzati in giro per l’Italia, squadre di uomini nostri stanno preparando i nuovi modelli Alfa Romeo che annunceremo ad aprile e cambieranno l’immagine del marchio, riportandolo all’eccellenza assoluta”. (Ezio Mauro, La Repubblica)

A questo punto sorge spontaneo più di un interrogativo insieme a qualche perplessità. Dove sono dislocati questi antri top-secret e off-limit per restare a un linguaggio degno di John Grisham? Perché i tecnici sono costretti a lavorare in spazi diversi da quelli istituzionali, si temono forse fughe di notizie e passaggi di segreti industriali all’interno della famiglia Fiat? Infine, non suona un po’ strano che sull’antica, unanime richiesta (“quand’è che Fiat farà un modello di cui andare orgogliosi e che sia vendibile?”) Marchionne, più illusionista che manager, annunci novità dirompenti avvalendosi però di una specie di segreto di Stato? Progettazione e sviluppo auto X Alfa Romeo: omissis.