Marchionne: “Fiat non molla l’Italia, Piedimonte San Germano resterà aperto”

Pubblicato il 1 agosto 2012 23:50 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2012 15:29
Sergio Marchionne

Sergio Marchionne (LaPresse)

CASSINO (FROSINONE) – “Io non mollo. Se pensassi che l’Italia fosse una battaglia persa non sarei qui”. Sergio Marchionne lo ha detto ai sindacati. Nè accorpamento a Pomigliano d’Arco, né chiusura per lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano, vicino Cassino. Da Mirafiori parlano di un rallentamento negli investimenti in Italia, ma escludono congelamenti e sospensioni. Solo a fine ottobre, con i dati del terzo trimestre, si saprà di più. Marchionne ha poi spiegato ai sindacati che la crisi ”impone la massima cautela nella programmazione degli investimenti”.

Davanti ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, l’amministratore delegato della Fiat esclude chiusure di stabilimenti, svendite e accorpamenti e conferma che la crisi sarà gestita con la cassa integrazione senza ricorrere ai licenziamenti.

Marchionne ha poi aggiunto: ”E’ quasi impossibile lavorare in una situazione di assoluta incertezza per quanto riguarda l’applicazione di norme di legge e di contratto. Per confrontarsi con la concorrenza internazionale è indispensabile che venga garantito il rispetto e la condivisione, da parte di tutti, delle condizioni concordate tra azienda e sindacati nel contratto di lavoro di gruppo”.

Bonanni ha rivolto un appello al governo: ”Abbiamo detto alla Fiat di non gettare la spugna, la ripresa ci sarà. C’è bisogno di una politica fiscale capace di permettere ai ceti deboli di aumentare i consumi”. Per Giuseppe Farina, numero uno della Fim, ”la sospensione dell’investimento a Mirafiori è già in atto. Noi abbiamo spinto perché si potesse sbloccare subito, ma c’è stato detto che bisogna aspettare l’autunno”.

Nessun cambio di strategia, secondo Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic: ”Entro il 2013 usciranno le prime scocche del suv da Mirafiori”. ”La strada non è interrotta, solo un rallentamento”, sottolinea Eros Panicali, segretario nazionale Uilm, mentre il numero uno della Ugl, Giovanni Centrella, sottolinea che ”solo a ottobre si potrà avere un quadro più chiaro sulla situazione europea”.

La Fiom non è stata presente perché non ha firmato il contratto di primo livello del gruppo, ma per il segretario nazionale Giorgio Airaudo ha detto che ”non si può tenere sulla corda il Paese, non ci si può nascondere dietro la crisi. Il piano di investimenti per l’Italia non c’è più, c’è solo la cassa integrazione per i lavoratori. Quando Marchionne è arrivato in Italia a Mirafiori c’erano sette prodotti e 5 linee di montaggio, oggi un solo prodotto e un suv che, con l’attuale congelamento, rinvia continuamente le speranze per lo stabilimento”.