Melfi, la Fiat in vena di precisazioni con Napolitano: Marchionne scrive, Elkann telefona

Pubblicato il 26 Agosto 2010 9:50 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2010 10:00

Sergio Marchionne

John Elkann ha alzato la cornetta, Sergio Marchionne ha scelto carta e penna. Mezzi diversi per un unico obiettivo e un unico destinatario: Giorgio Napolitano. Presidente e amministratore delegato della Fiat, hanno quindi optato per la via del chiarimento privato nei confronti del presidente della Repubblica che, martedì 24 agosto, a proposito della vicenda dei tre operai licenziati e reintegrati a Melfi, aveva espresso “il vivissimo auspicio – che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della Fiat – che questo grave episodio possa esser superato, nell’attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria”.

Una dichiarazione, quella del Capo dello Stato, certamente misurata ma che, tra le righe, lasciava trasparire una certa simpatia per gli operai di Melfi. Inevitabili, quindi, i chiarimenti; Marchionne, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, ha ricapitolat0 i termini della questione dal suo punto di vista. Poi ha precisato che Fiat ha intenzione di muoversi nel massimo rispetto dei lavoratori e magistratura. Il mancato accesso alla catena di montaggio dei tre anche dopo il reintegro? Secondo Marchionne è la prassi seguita da ogni azienda in attesa di un pronunciamento definitivo.

Elkann, invece, nella telefonata ha espresso sorpresa per come la stampa ha interpretato le dichiarazioni di Napolitano. “Cercare e trovare soluzioni di lungo periodo di fronte alle difficoltà del momento e alle tensioni che talvolta ne derivano -avrebbe detto Elkann al  Capo dello Stato – è l’auspicio di tutti, Fiat in testa”.

Precisazioni in arrivo anche da Napolitano che al presidente Fiat ha spiegato di non aver assolutamente voluto schierarsi al fianco degli operai contro il lingotto. Per il presidente si tratta di superare l’incidente di Melfi nel modo più rapido e meno traumatico possibile, facendo in modo che sia l’inizio di un nuovo corso di relazioni più distese e costruttive tra azienda e sindacati.

Intanto, nella mattinata di giovedì 26 agosto, l’ad di Fiat parlerà al meeting riminese di Comunione e Liberazione e, con ogni probabilità, non potrà astenersi dal toccare il dolente tasto di Melfi.