Fiat, Opel e Gm/ Marchionne è acclamato come un salvatore negli Usa, ma in Germania sono diffidenti

Pubblicato il 12 maggio 2009 14:48 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2009 14:48

Mentre l’ad di Fiat Sergio Marchionne negli Stati Uniti è acclamato come un potenziale salvatore di Chrysler, in Germania esponenti politici, dirigenti e leader sindacali guardano con più diffidenza all’acquisto di Opel e del resto delle attività europee della General Motors da parte della casa torinese, a quanto scrive il New York Times.

Il governo tedesco, la Fiat e i dirigenti di Opel si stanno affrettando nella ricerca di un accordo entro il primo giugno, la scadenza fissata dalla Casa Bianca entro cui la GM dovrà trovare un’intesa con i prestatori e i sindacati se vorrà evitare la bancarotta.

Ma i dubbi sull’offerta Fiat non mancano. «Ho più domande da fare che risposte da valutare, e le risposte che ho non mi convincono», ha dichiarato Klaus Franz, capo del sindacato alla Opel e presidente della commissione di supervisione dell’azienda.

La settimana scorsa Marchionne ha incontrato due volte esponenti governativi e leader sindacali in Germania, chiedendo 7 miliardi di euro in aiuti governativi per la Opel come parte dell’accordo di acquisto e promettendo che chiusure di fabbriche e perdita di posti di lavoro saranno ridotti al minimo.

Ma i suoi interlocutori non sono convinti dei termini dell’accordo – scrive il Times – perchè secondo loro il piano di Marchionne, il cosiddetto Progetto Phoenix, non ha finora fornito sufficienti dettagli.

Dopo gli incontri con l’ad di Fiat, Franz è stato chiarissimo: «Non sto dicendo che respingerei l’accordo su due piedi nelle attuali circostanze, ma sono convinto che il Progetto Phoenix è inteso a salvare la Fiat e non Opel o la GM in Europa».

Secondo un abbozzo dell Progetto Phoenix venuto in possesso del Times, la nuova compagnia che vuole Marchionne sarebbe a guida del gruppo auto Fiat e includerebbe Opel, Vauxhall e le altre attività della GM in America Latina e Sudafrica. A GM resterebbero le sue attività in Nord America, nel Medio Oriente nella regione Asia/Pacifico oltreché una joint venture in Cina.

Qualora la Fiat acquisisse il controllo di GM in Europa e America Latina, oltre alla Chrysler, secondo il Progetto Phoenix l’azienda produrrebbe 6,4 milioni di automobili l’anno, diventando così il secondo costruttore di auto al Mondo dopo Toyota, ma prima di Volkswagen, Renault e Ford.

Venerdì scorso Marchionne ha incontrato Roland Koch, dovernatore dell’Assia, dove si trova la sede centrale di Opel, e Kurt Beck, governatore del Reno-Palatinato, dove a Kaiserslautern è situata un’importante fabbrica di motori. Marchionne ha loro presentato il Progetto Phoenix ma, scrive il Times citando una fonte presente ai colloqui, «ha solo aumentato le loro paure di più profondi tagli occupazionali in futuro».