Nella città serba dove Fiat è di casa, dai tempi di Agnelli

Pubblicato il 25 luglio 2010 15:32 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2010 15:32

Uno stabilimento di auto a Kragujevac

Kragujevac è una città industriale serba disseminata di capannoni e palazzoni affolati, ricordo del periodo comunista. E’ qui che sorgerà la Fiat dei Balcani, se davvero andarà in porto l’annuncio dell’ad del marchio torinese Marchionne di spostare qui la produzione della monovolume L-o.

Questo potrebbe essere solo il primo passo di quanto prospettato dall’accordo del 2008 per la joint venture tra Fiat (67%) e governo serbo (33%), quella Fiat Automotive Serbia (Fas) che ha assorbito il settore auto del colosso Zastava che due secoli fa produceva cannoni.

“La cooperazione con gli italiani risale agli anni Cinquanta, fu Agnelli a scoprirci — dice Aleksandar Ljubic, presidente del board dei direttori del Gruppo Zastava, intervistato dal Corriere della Sera— per noi Fiat è un marchio domestico, nel 2008 le abbiamo solo dato il bentornato”.

Il governo serbo ha lavorato molto per attrarre gli investimenti: dieci anni di esenzioni fiscali dal 2008, contributi fino a 10 mila euro per ogni operaio assunto, più gli aiuti per la previdenza, corsi di riqualificazione e accordi di formazione che coinvolgono università e politecnico locali.

Fino al 2012 ci sarà da lavorare sulle infrastrutture: soprattutto trasformare in autostrada il tratto che dalla E10 svolta verso Kragujevac e migliorare i collegamenti ferroviari: da Belgrado oggi sono otto ore.