Fiat, i sei lunghi anni dell’era Marchionne

Pubblicato il 21 luglio 2010 16:34 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 17:12

Sergio Marchionne

Sei anni vissuti intensamente. La carriera di Sergio Marchionne alla guida della Fiat ha visto il manager traghettare il colosso torinese dalla palude della crisi dei primi anni 2000, fino alla scissione del settore auto che sarà operativa a partire dal prossimo anno.

Una partenza in salita, con le spinose questioni del convertendo con le banche per l’opzione put a carico di Gm, passando per alcune tappe fondamentali, quali il ritorno all’utile, l’accordo con Chrysler e la risoluzione delle difficili vertenze degli stabilimenti italiani di Termini Imerese e Pomigliano d’Arco.

Ecco a grandi linee quelle le principali vicende che hanno caratterizzato fino ad oggi l’era Marchionne in Fiat:

2004: il 28 maggio muore Umberto Agnelli. Il 1 giugno Marchionne viene nominato amministratore delegato del Gruppo Fiat. Al fianco di Luca Cordero di Montezemolo, nominato presidente, e di John Elkann, vicepresidente, avvia un rigoroso piano di contenimento dei costi e di rilancio industriale del gruppo.

2005: è forse il vero anno della svolta. Ad aprile Marchionne archivia la pratica Gm, che rinuncia all’opzione put per il controllo di Fiat Auto, versando 1,55 miliardi di euro. A maggio il manager chiude poi la partita del prestito convertendo stipulato con le banche con un aumento di capitale a servizio del prestito da 3 miliardi di euro, emettendo nuove azioni al prezzo di 10,38 euro l’una. Le banche entrano così nel capitale Fiat con una quota vicina al 25% che verrà poi progressivamente ridotta. Nello stesso anno il segmento auto torna all’utile.

2006: è un anno di consolidamento. Marchionne rilancia i marchi Alfa e Lancia, ed anche lo stabilimento di Mirafiori. A novembre il titolo supera i 15 euro e l’ad annuncia: siamo fuori dalla crisi. A dicembre viene firmato un accordo con l’indiana Tata: punta ad una joint venture per la creazione di un’auto low cost.

2007: come simbolo ed emblema della rinascita e dell’affermazione del Gruppo arriva la nuova Cinquecento, lanciata il 4 luglio 2007 ed eletta ‘Auto dell’anno 2008’ e ‘World Car Design 2009’. Nel 2008, poi la New Holland Agriculture si aggiudica con il trattore T 7000 il titolo di ‘Tractor of the year’. Il Gruppo torna in utile.

2008: è l’anno segnato da una profonda crisi economica, con l’industria automobilistica che appare tra le più colpite. A fine anno mancano i soldi per i contratti integrativi e Fiat lascia a casa 5.000 giovani fra interinali e contratti a termine. Sotto il profilo dei conti, Fiat segna un record della gestione ordinaria a 3,4 miliardi di euro, nonostante l’inizio della crisi che vede l’utile dell’utile trimestre dimezzarsi. A dicembre Marchionne profetizza: ”Solo cinque o sei gruppi automobilistici resteranno a galla”.

2009: arriva l’accordo con Chrysler. Il 20 gennaio viene firmata un’intesa preliminare e il 10 giugno le due case automobilistiche comunicano di aver chiuso un’alleanza strategica globale. Accordo con il quale Fiat acquisisce il 20% della big Usa, con la prospettiva di salire ulteriormente. A novembre viene presentato il piano industriale di Chrysler, il primo targato Marchionne. In primavera, intanto, partono anche le trattative con Gm per acquistare la Opel. Ma alla fine di maggio il governo tedesco annuncia di aver scelto come acquirente il gruppo austro-canadese Magna. Il 2009 è anche l’anno della questione sindacale. Marchionne annuncia che lo stabilimento Fiat di Termini Imerese non produrrà più auto a partire dalla fine del 2011, mentre sull’impianto di Pomigliano d’arco si apre una disputa sindacale che porterà a un referendum.

2010: ad aprile viene annunciato lo spin off tra settore auto ed altre attività industriali. Fiat raggiunge un accordo con Cisl, Uil e Ugl su Pomigliano che incide sui turni, sulle assenze ma promette investimenti e la produzione della nuova Panda; Fiom non firma. Il referendum nello stabilimento campano – chiuso per cassa integrazione – darà la vittoria all’ipotesi di accordo, mostrando però un’ampia area di dissenso. Il cda del 21 luglio conferma il progetto annunciando che la scissione sarà operativa a partire dal primo gennaio 2011.