Finanza su internet/ Zopa e Boober, siti di prestiti on-line. Scambiare soldi sulla rete è comodo e conveniente. In Italia esplode il fenomeno del social lending

Pubblicato il 13 Luglio 2009 10:41 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2009 11:03

Gli italiani hanno cominciato a chiedere prestiti e a prestare denaro anche su internet. A poco più di un anno dalla comparsa del “social lending” con i due principali competitor Zopa.it e Boober.it, già 40.000 persone hanno deciso di bypassare i tradizionali intermediari. In Italia sono due le principali società che si occupano di social lending: Boober.it è nata in Olanda, mentre Zopa.it è stata importata dal Regno Unito.

«Per il richiedente – spiega Maurizio Sella, amministratore delegato di Zopa Italia – bisogna iscriversi, si fa la richiesta direttamente sul web e in tempo reale viene data la risposta se il prestito viene concesso o meno; per quanto riguarda il prestatore, anche lui va sul sito, si registra, fa la sua offerta e decide di prestare una certa somma ad un certo tasso d’interesse. Nel momento in cui offerta e domanda si incontrano ecco che si realizza il finanziamento».

Dopo aver effettuato l’iscrizione il richiedente specifica l’importo richiesto, che varia da 1.500 a 15mila euro, e la durata del prestito, 12, 24, 36 e 48 mesi. «Dal momento della richiesta sul web -continua Sella- interroghiamo le società di informazione creditizia le quali ci danno indietro un rating che corrisponde ad una categoria di rischio di Zopa». Il richiedente può così sapere immediatamente se è nelle condizioni di poter ricevere un prestito.

In cambio della gestione della piattaforma tecnologica e delle transazioni, dell’attività di recupero crediti e del marketing, funzionale a far crescere la comunitá, gli operatori prendono una commissione che viene richiesta sia ai prestatori che ai richiedenti. La commissione viene calcolata per i primi sull’importo dato in prestito al netto dei rimborsi e per i secondi sull’ammontare del prestito ottenuto. Nel caso del richiedente si aggiunge una quota fissa di 15 euro per anno di durata del finanziamento, non addebitando costi per l’incasso delle rate.

Oltre alla trasparenza, alla possibilità di restare anonimi e alla comodità nell’effettuare le operazioni, il vero motivo di convenienza di questo tipo di transazioni è dato dai tassi di interesse. «I tassi ad oggi per chi ha prestato del denaro sono stati intorno al 7% – rivela Sella – per chi ha richiesto denaro intorno al 9,7%. I tassi medi delle finanziarie per i richiedenti sono intorno al 14,5%».

Il profilo tipico dei datori e dei prenditori di fondi è infatti prevalentemente maschile e giovane, di etá compresa tra i 25 e i 45 anni.