Maggioranza a spron battuto sulla Finanziaria: in Aula il 16 novembre. L’obiettivo è far passare il federalismo fiscale

Pubblicato il 15 Novembre 2010 15:44 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 15:44

La Finanziaria prosegue il suo cammino e “vede” sempre più vicina l’aula di Montecitorio. In un articolo pubblicato su Repubblica, Luisa Grion e Rosa Serrano hanno raccontato i passaggi che stanno portano la legge in Parlamento: “Ieri (12 novembre, nda) la Legge di stabilità (come ora si dovrebbe chiamare la «vecchia » manovra), il ddl Bilancio e il maxiemendamento da 5,7 miliardi varato dal governo hanno ottenuto un primo «sì» dalla Commissione Bilancio della Camera. Martedì il testo approderà a Montecitorio, poi passerà al Senato avviandosi verso quella approvazione definitiva che tutti aspettano per dedicarsi, infine, al voto di fiducia sul governo Berlusconi”.

Un percorso, hanno spiegato le due, “al quale lo stesso governo ha deciso di affiancare la partita sul Federalismo, bruciando le tappe e ricorrendo a scorciatoie, come quella di aggirare il parere dei Comuni. Per quanto riguarda la Finanziaria, i punti che più faranno discutere sono quelli introdotti negli ultimi giorni: oltre ai 245 milioni di finanziamenti destinati alla scuola privata, la drastica riduzione dei fondi destinati al 5 per mille e la mancata proroga dell’eco-bonus fiscale a favore di chi ristruttura immobili seguendo i criteri del risparmio energetico”.

Ecco alcune misure spiegate nel dettaglio: “I fondi destinati al 5 per mille passeranno da 400 a 100 milioni, un taglio – assicurano i senatori del Pd Della Seta e Ferrante che «sancirà la fine di migliaia di associazioni: è indecente che il governo prima di cadere a picco, affossi il mondo del volontariato ». Moltissime le polemiche che hanno accompagnato il mancato rinnovo dell’eco-bonus fiscale del 55%, sia da parte dell’opposizione, sia da parte delle imprese che vedono nella misura un volano per l’economia. Tanto che Giuseppe Vegas, viceministro dell’Economia, ad approvazione avvenuta ha precisato che il governo «farà una riflessione per valutare il problema e presentare un emendamento in aula che recepisca l’argomento». Dunque è probabile che il bonus possa rientrare, anche perché, a volerlo, sono di fatto tutti i gruppi parlamentari che avevano richiesto il rinnovo attraverso una manciata di emendamenti”.

Quanto al Federalismo, hanno sottolineato le due, “è chiaro che il governo – e in particolare la Lega – intende bruciarele tappe e portare a casa il risultato ad ogni costo, al di là delle prossime evoluzioni politiche. Il ministro Calderoli, infatti, qualche giorno fa ha depositato alle Camere il decreto sul fisco comunale per ottenere il parere delle Commissioni competenti. A regola, prima di questo passo, il testo avrebbe dovuto affrontare il parere della Conferenza Unificata. Gli enti locali, non avendo raggiunto un’intesa a riguardo, avevano chiesto un ulteriore rinvio, ma il governo non lo ha concesso. La questione non è da poco perché è certo che i Comuni intendono intervenire in materia, anche per avere più libertà di movimento su quelle che saranno le loro entrate. Tema centrale del Federalismo comunale è quello della cedolare secca sugli affitti, misura molto voluta anche da Confedelizia, che dovrebbe aiutare l’emersione delle locazioni in nero. I proprietari che denunceranno gli affitti potranno scegliere di continuare a pagare l’Irpef sulla base delle attuali aliquote o passare invece ad un’imposta secca del 20 per cento sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali. Opzione che sicuramente converrà ai proprietari più ricchi”.

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