Tagli alla cultura: il 12 novembre serrata di musei, biblioteche e luoghi di spettacolo

Pubblicato il 4 Novembre 2010 14:57 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 14:57

Il 12 novembre centinaia di musei, biblioteche, siti archeologici, luoghi di spettacolo, da Roma a Torino, da Venezia a Bari, in decine di città e comuni, chiuderanno i battenti  per opporsi ai provvedimenti sulla cultura nell’ultima manovra finanziaria del governo.Previste anche forme di proteste altrnative  (a Milano ad esempio, si pensa ad una giornata di gratuità  di musei e siti).

Sandro Bondi

La mobilitazione nazionale, ‘Porte chiuse, luci accese sulla cultura’ è stata annunciata giovedì 4 novembre all’Auditorium parco della Musica di Roma, dai promotori, federculture e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), con il sostegno del Fai, Fondo Ambiente italiano. Presente,  fra gli altri, anche  Umberto Croppi, assessore alle Politiche culturali e alla comunicazione del Comune di Roma.

L’iniziativa, spiegano i promotori,  non è solo contro i tagli, comunque molto consistenti: 280 milioni tra quelli diretti al ministero dei Beni e le Attività  Culturali, decurtamento del Fus e dei trasferimenti statali agli enti culturali, cui si aggiungono le riduzioni a carico delle amministrazioni locali, che potrebbero essere di circa 800 milioni di euro nel prossimo biennio.

Si contestano soprattutto norme ”che potrebbero avere conseguenze disastrose sul sistema culturale italiano” ha detto Roberto Grossi, presidente di Federculture, come il tetto di spesa per l’organizzazione delle mostre pari al 20% di quanto speso dall’amministrazione nel 2009, tagliando di fatto, stando ai numeri in cartella stampa, dell’80% le risorse.