Finmeccanica. Ansaldo Energia: 84,5%passa a Cdp, vale oltre 1mld

di Paolo Rubino
Pubblicato il 5 ottobre 2013 4:00 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 17:38
Finmeccanica chiude dossier Ansaldo Energia: 84,5%passa a Cdp, vale oltre 1mld

Alessandro Pansa, ad Finmeccanica (Foto LaPresse)

ROMA – Finmeccanica chiude il dossier Ansaldo Energia: l’84,5% della società ligure (il 45% che era in mano al fondo First Reserve e il 39,55 ceduto dal gruppo di piazza Monte Grappa) passa al Fondo Strategico della Cassa Depositi e Prestiti, che per il futuro dell’azienda si impegna a cercare partnership industriali, a partire dalla coreana Doosan che era in pole per l’acquisizione e resta il candidato più accreditato ad affiancare Cdp. Il valore dell’operazione fa riferimento ad una valutazione del 100% di Ansaldo Energia tra 1,2 e 1,3 miliardi.

Al prezzo fissato si aggiunge anche una parte variabile, che non dovrebbe andare molto oltre i 100 milioni, sulla base della realizzazione dei piani aziendali nel triennio 2014-2016. Mentre nel 2017, a completare lì’operazione, scatterà una opzione put-call acquisto per il trasferimento a Cdp della quota residua del 15% di Ansaldo Energia rimasta in portafoglio al gruppo a Finmeccanica.

Chiuso il cda nel pomeriggio, le notizie sul via libera alla cessione e sui contenuti sono filtrate da fonti sindacali, mentre in tarda serata ancora erano attese le note ufficiali. E’ una operazione che porta la firma forte del duo di vertice Gianni De Gennaro-Alessandro Pansa, presidente e ad di Finmeccanica, che con una solida intesa tra loro hanno voluto questa soluzione pur avendo altre opportunità sul tavolo; a partire da diversi altri candidati all’acquisto, in primis Doosan.

La chiusura del dossier, con una trattativa intensa nell’ultima settimana di cui è stato tenuto al corrente Palazzo Chigi, è anche un segno chiaro del consenso politico alla soluzione trovata, un si’ del governo anche più in generale alla strategia dei vertici di Piazza Monte Grappa di concentrarsi sulle attività core, aeronautica ed elicotteri, spazio, ed elettronica per la difesa, che rappresentano oggi circa l’87% del business del gruppo.

La cessione è un primo passo in questa direzione, ma anche una risposta al pressing dei mercati con un forte contributo al consolidamento patrimoniale del gruppo. Così chiuso il capitolo energia, resta aperto il dossier cessioni per il settore trasporti, Ansaldo Sts e AnsaldoBreda.

Ed anche su questo fronte la sponda è Cdp, che ha firmato un patto con Finmeccanica per lavorare insieme alla costruzione di una soluzione per “riassetto e rafforzamento” del settore, quindi per il futuro delle due società, anche cercando partner industriali. Prospettiva guardata con favore dai sindacati solo a patto che non ci sia “uno spacchettamento”, ma un approccio complessivo che tenga insieme Ansaldo Sts e AnsaldoBreda, inserisca nel progetto anche la campana Firema, e coinvolga nel un piano industriale anche Fs.

E’ netto il giudizio della leader della Cgil, Susanna Camusso, anticipato prima della decisione del Cda: la cessione di Ansaldo Energia a Cdp, ha detto, “mette al riparo dalla svendita ma non ha il segno della politica industriale: l’esecutivo non dice nulla su cosa diventera’ dopo Finmeccanica. Si dovrebbe ragionare su un vero piano di politica industriale e non su un intervento che semplicemente mette un cerotto”.

Intanto, in questa fase in cui l’attesa si sposta sul futuro dell’area trasporti, è stata una giornata di mobilitazione e scioperi per i lavoratori di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, tra Genova, Pistoia, Reggio Calabria, e Napoli. Da dove anche il sindaco Luigi De Magistris ha espresso preoccupazione sul futuro del settore trasporti di Finmeccanica chiedendo al governo “di difendere il patrimonio industriale italiano e in particolare il suo radicamento nel Sud del paese”.