I “fondi neri” di Finmeccanica: il consulente Cola ascoltato per sei ore dai giudici

Pubblicato il 23 Novembre 2010 12:22 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 12:22

L’inchiesta sui fondi neri di Finmeccanica si snoda intorno al “Sistema2 di “relazioni” e “interessi” che, negli ultimi cinque anni, ha visto Enav aggiudicare all’azienda guidata da Pier Francesco Guarguaglini “appalti per 700 milioni di euro attraverso la controllata “Selex” di Marina Grossi”, come scrive Carlo Bonini su Repubblica.

Il punto però è che il superconsulente del presidente Guarguaglini Lorenzo Cola sarebbe stato molto di più.  Guarguaglini, con un comunicato dell’azienda nel «ribadire che non c’è nessun fondo nero» e che «nessuna società del gruppo ha operato a questo scopo », si difende e parla di «una campagna diffamatoriabasata sul nulla, che non fa male soltanto ai 78 mila dipendenti e fornitori del gruppo Finmeccanica, ma all’Italia intera».

Ma ci sarebbe molto di più secondo i giudici e si parla, come scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera di “società private trasformate da «scatole vuote» a collettori di appalti pubblici. Aziende che hanno siglato decine di contratti pur senza avere l’esperienza e soprattutto il know how per occuparsi di attività strategiche come quelle che riguardano la difesa aerea e l’assistenza al volo”.

Cola ha parlato per sei ore con i giudici e ha raccontato delle «commesse», di lavori che avrebbero consentito una contabilità occulta, insomma fondi neri.

La lista delle imprese vede, scrive Sarzanini, “in cima alla lista la Arctrade di proprietà del commercialista di Cola, Marco Iannilli. In tre anni ha raggiunto un fatturato da decine di milioni di euro ottenendo i lavori in alcuni tra i principali aeroporti italiani, compresi Palermo e Lamezia Terme, e ora è al centro degli accertamenti disposti dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli e Paolo Ielo. Perché rappresenta l’anello di congiunzione tra Finmeccanica e Enav, ma soprattutto è al centro del sistema per elargire soldi a fronte di fatturazioni false o inesistenti. Secondo quanto già raccontato da Iannilli e confermato da Cola, il meccanismo partiva con la Selex Sistemi Integrati, amministrata dall’ingegner Mari n a Grossi, moglie di Guarguaglini. In sostanza la maggior parte degli appalti di Selex venivano affidati a Techno Sky con il patto che poi fossero almeno in parte trasferiti ad Arctrade. A sua volta Enav avrebbe acquistato apparecchiature da Selex ma l’elargizione dei fondi per gli acquisti sarebbe avvenuto prima della fatturazione e talvolta addirittura senza che il materiale — apparecchiature di alta tecnologia — fosse effettivamente consegnato”.