Finmeccanica: ultimo trimestre 12 mln di perdite. Ma il Tesoro aumenta stipendi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 19:07 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 19:08
Finmeccanica: ultimo trimestre 12 mln di perdite. Ma il Tesoro aumenta stipendi

Gianni De Gennaro, presidente Finmeccanica (Foto Lapresse)

ROMA – Finmeccanica in perdita di 12 milioni di euro nel primo trimestre del 2014, il doppio dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono scesi a 2.946 milioni da 3.099 milioni del primo trimestre 2013. L’Ebitda è positivo per 153 milioni (161 milioni). Intanto il ministero dell’Economia aumenta i compensi del presidente e dei consiglieri di amministrazione della società.

Secondo quanto sostenuto nella nota diffusa dal gruppo dopo il Consiglio di amministrazione che ha approvato la trimestrale

“i risultati del primo trimestre 2014 confermano un andamento economico e finanziario soddisfacente ed in linea con le previsioni elaborate per l’anno in corso. Il positivo andamento commerciale unitamente alla consistenza del portafoglio ordini assicurano una adeguata visibilità e supportano l’evoluzione dei risultati in linea con gli obiettivi prefissati” per l’intero anno.

Nonostante i dati non proprio rosei il ministero dell’Economia ha deciso di alzare i compensi dei consiglieri di amministrazione del gruppo. E’ stata la stessa società a darne notizia:

“Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che il rappresentante dello stesso ministero proporrà e voterà in assemblea la seguente proposta di compensi per il consiglio  d’amministrazione: presidente 90 mila euro lordi annui; per ciascun consigliere 80 mila euro lordi annui”.    

Nel precedente triennio, 2011-2013, i consiglieri avevano uno stipendio di 60 mila euro lordi l’anno. Si tratta quindi di un aumento di 20 mila euro lordi a testa, per ciascuno dei cinque consiglieri, escluso presidente e amministratore delegato, espressi dal Tesoro. Per quanto riguarda invece il presidente, le novità rispetto al precedente esercizio sono in linea con la sobrietà richiesta alle presidenti di Eni, Enel e Poste.