Fisco: torna l’8 per mille allo Stato. 144 milioni di aiuti anche per la fame nel mondo

Pubblicato il 4 Dicembre 2010 16:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2010 17:29

Torna l’8 per mille. A parte la quota di Irpef che va ogni anno alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni religiose, c’è una fetta anche di diretta gestione statale che negli ultimi anni era stata in gran parte ‘stornata’ a causa di emergenze, dalle missioni di pace all’estero ai cataclismi come il terremoto in Abruzzo.

Nei fondi del governo per il 2010 la quota risale a oltre 144 milioni di euro, dopo i 43,9 dello scorso anno e addirittura dopo i 3,5 milioni del 2008. Con le risorse tornano anche le ‘missioni’ di fatto scelte dai contribuenti nel momento in cui barrano la casella della gestione statale, dalla lotta alla fame nel modo all’assistenza ai rifugiati, dalle opere per le calamità naturali alla salvaguardia dei beni culturali.

Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che stabilisce la ripartizione dei fondi del 2010 e che vale oltre 144 milioni di euro, ha avuto in settimana l’ok della Commissione Bilancio della Camera ed entro il 13 dicembre è previsto anche il via libera anche del Senato.

La parte più consistente delle risorse andrà ai beni culturali con 262 interventi per complessivi 107,7 milioni di euro. In questo settore di aiuti ai beni culturali si contano oltre 130 progetti per il restauro di chiese, parrocchie e conventi. Venti milioni di euro saranno utilizzati per finanziare 22 interventi di salvaguardia del territorio contro le calamità naturali. Per i progetti contro la fame nel mondo (40 in tutto) vengono stanziati 5 milioni e per le opere di assistenza ai rifugiati (13) circa 11 milioni.

La Commissione competente della Camera ha dato l’ok chiedendo qualche piccola modifica nell’elenco di aiuti: vorrebbe l’inserimento di sei beni culturali da restaurare, a scapito di una parte dei fondi dati ai Comuni per i rifugiati. Inoltre fa notare una discrepanza tra fondi disponibili e fondi assegnati di 58.000 euro.

”Negli ultimi anni la gestione della quota dell’otto per mille devoluta alla gestione statale ha evidenziato l’esistenza di talune criticità”, sottolinea il relatore del provvedimento Remigio Gironi (Pdl) aggiungendo che ”finalmente dopo molti anni ripartisce l’intero ammontare delle risorse destinate allo Stato dai contribuenti”.

Critiche invece arrivano dall’opposizione, da Antonio Borghesi di Idv a Giulio Calvisi del Pd, che l’anno definita ”l’ennesima legge mancia”.