Fisco: l’evasore più ricco è un italiano che ha innumerevoli capitali in Liechtenstein

Pubblicato il 5 agosto 2010 11:59 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 11:59

Tra tutti gli evasori fiscali europei che hanno trasferito i loro capitali nel Liechtenstein è un italiano quello con il conto segreto più ricco. Lo rivela in un’intervista al settimanale “Stern” Heinrich Kieber, la gola profonda che ha venduto al fisco tedesco e ad altri 12 Stati i dischetti con i dati riguardanti i titolari dei conti in nero della “LGT Treuhand”, la Fondazione fiduciaria che custodiva i depositi.

Kieber, che attualmente vive in un luogo sconosciuto sotto la protezione di un servizio segreto straniero, rivela nell’intervista che il più ricco depositario nella sua ex banca è stato l’erede di industriali italiani, con un patrimonio nascosto di 450 milioni di euro, a confronto del quale quello di 35 milioni nascosto dal più ricco evasore tedesco appare quasi un’inezia. Kieber spiega anche che gli addetti della banca alla custodia dei capitali esteri depositati in nero “ne sanno più delle mogli, dei figli o dei partner d’affari (dei titolari dei conti)”, aggiungendo che nelle annotazioni interne dell’istituto per cui ha lavorato si possono leggere notizie riguardanti “liti familiari, seconde e terze mogli o figli naturali”.

Kieber, che per la vendita allo Stato tedesco di un dischetto con i nomi degli evasori ha ricevuto 5 milioni di euro dal Bundesnachrichtendienst (Bnd), i servizi segreti, rivela di essere in possesso di dati riguardanti 3.929 fondazioni e società finanziarie, oltre ad i nomi di 5.828 persone fisiche. Tra queste figurerebbero “46 Pep”, persone esposte politicamente, vale a dire Vip della politica o con funzioni pubbliche importanti, come l’ex presidente delle Poste tedesche, Klaus Zumwinkel, condannato nel 2009 a due anni di reclusione con la condizionale e ad un’ammenda di un milione di euro, oltre al pagamento delle tasse evase per 3,9 milioni, per aver nascosto i suoi capitali nel Liechtenstein.

La gola profonda del Principato alpino racconta anche a “Stern” il sistema con cui i miliardi di euro arrivavano da tutto il mondo nei forzieri del Liechtenstein. Attraverso conti intestati a società fittizie, ad esempio in Spagna e Portogallo, che appartenevano alla “LGT Treuhand”, i soldi arrivavano nel Liechtenstein. I contanti venivano invece depositati dai loro possessori passando attraverso una porta d’acciaio segreta, situata nel garage pubblico di Vaduz, attraverso la quale si poteva accedere con un’auto direttamente nel caveau della LGT Treuhand.