Fisco, mercerie negozi concessionari… tutti incapienti: dichiarano meno di 8.000 euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2015 18:42 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2015 19:47
Fisco, mercerie negozi concessionari... tutti incapienti: dichiarano meno di 8.000 euro

Fisco, mercerie negozi concessionari… tutti incapienti: dichiarano meno di 8.000 euro (LaPresse)

ROMA – Hanno mercerie, negozi di abbigliamento, concessionarie di auto o esercitano un’attività di corniciaio: li accomuna la dichiarazione dei redditi del 2013, che è in media sotto gli 8.000 euro all’anno e quindi li fa rientrare tutti nella categoria degli incapienti. Quelli cioè che sono al riparo dai controlli più meticolosi dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo i dati del Ministero dell’Economia sugli studi di settore, il loro reddito di impresa è infatti rimasto nel 2013 sotto la soglia degli 8.000 euro. Non bene se la passano, secondo le dichiarazioni, anche tintorie (8.100 euro), giocattolai (8.200) e librai (9.600).

La crisi che si è abbattuta sul settore dell’edilizia emerge nei dati degli studi di settore che presentano in media un reddito dichiarato in perdita per 8.500 euro. Male anche discoteche e night club (-1.300 euro), pescatori (-400 euro), spa e terme (-900 euro), commercianti di moto (-1.700 euro).

Reddito medio degli imprenditori: 25.400 euro. Il reddito medio dichiarato nel 2013 da chi ha aderito agli studi di settore è risultato pari a 25.400 euro per le persone fisiche (-1,2% rispetto all’anno precedente), a 35.500 euro per le società di persone (-1,0%) e a 23.800 euro per le società di capitali ed enti (+0,8%).

Professionisti al top, commercianti più poveri. Professionisti al top negli studi di settore e commercianti al livello più basso. Secondo i dati 2013, il reddito medio più elevato è nelle attività professionali (42.100 euro, -2,9% rispetto al 2012), seguito dalle attività manifatturiere (29.000 euro, +6,8%) e dai servizi (23.500 euro, -2,7%). Il reddito dichiarato più basso è nel commercio (17.500 euro, +2%).

Gli studi di settore nel 2013 sono stati applicati a circa 3,6 milioni di soggetti (di cui il 65% persone fisiche), con una lieve diminuzione (-0,8%) rispetto all’anno precedente, evidenzia il ministero dell’Economia. Il reddito totale dichiarato, pari a 98 miliardi di euro, mostra una variazione negativa (-1,8% rispetto al 2012) che riflette principalmente gli andamenti ciclici registrati nel 2013, anno in cui il Pil è calato dell’1,7% in termini reali rispetto all’anno precedente (-0,4% in termini nominali).

I contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2013 sono invece circa 5,3 milioni, con un lieve calo rispetto all’anno precedente (-1,4%), che riflette principalmente la mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti in “regime fiscale di vantaggio”.

Più ricchi i dipendenti delle società di capitali, secondi gli statali. Tra i lavoratori dipendenti sono quelli delle società a guadagnare di più, seguiti dai lavoratori della pubblica amministrazione. Guardando ai redditi medi da lavoro dipendente emerge, sottolinea il Ministero, un’elevata variabilità rispetto alla diversa natura del datore di lavoro: il reddito medio più basso, pari a 10.680 euro, si osserva per i lavoratori dipendenti il cui datore di lavoro è una persona fisica (1,5 milioni di dipendenti); il valore sale a 13.960 euro per i dipendenti di società di persone (1,4 milioni), a 22.400 euro per i dipendenti della Pubblica Amministrazione  (3,5 milioni), mentre il reddito medio più elevato, pari a 23.580 euro, si registra per i dipendenti delle società di capitali (10,3 milioni).