“Spendi troppo, come la mettiamo?”. Occhio alla posta, è il fisco che scrive

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 4 Maggio 2011 14:42 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2011 14:42

ROMA – C’è posta per te! Non è questa volta l’ennesimo programma della De Filippi, ma potrebbe essere il titolo della nuova campagna dell’Agenzia delle Entrate che ha pronte centinaia di migliaia di lettere destinate ad altrettanti contribuenti “sospetti”. “Gentile contribuente, lei ha speso troppo rispetto a quanto guadagnato. Come mai?”. Sarà più o meno questo il tono della missiva che si troveranno nella cassetta della posta molti di quei cittadini che hanno avuto un tenore di vita incongruo con i loro redditi dichiarati.

Il Fisco inaugurerà la stagione del nuovo accertamento sintetico con le lettere che verranno spedite ai contribuenti che presentano livelli di spesa molto più elevati di quanto dichiarato. L’intento è chiaro e condivisibile: fornire una chance per rimettersi in regola prima che le nuove disposizioni sull’accertamento sintetico rendano i controlli molto più incisivi. Ricevuta la lettera, e appreso che il Fisco sa, o quantomeno sospetta delle irregolarità fiscali, da un lato i contribuenti dovranno valutare con grande attenzione se e come raccogliere l’opportunità di ravvedersi che verrà loro fornita e, dall’altro, l’amministrazione finanziaria dovrà saper utilizzare le lettere in modo mirato e convincente, ma non vessatorio.

La nuova campagna del Fisco, che trasformerà forse l’apertura della cassetta delle lettere in un momento da brivido, almeno per coloro che non sono a posto con la coscienza e in regola con le tasse, avrà un duplice obiettivo. Arrivando questa iniziativa prima della tornata dichiarativa e dei versamenti di giugno, avvertirà da un lato i contribuenti che il fisco ha notato delle anomalie, sperando così di ottenere comportamenti più virtuosi per gli anni a venire. Ma, dall’altro, darà anche possibilità di ravvedimento per il primo anno d’imposta di applicazione del nuovo regime, ovvero il 2009. Il contribuente potrà indicare infatti motivi di giustificazione dei redditi posseduti, ma vedendo un segnale di attenzione del fisco, potrebbe anche essere indotto a comportamenti di maggiore correttezza in termini fiscali. In realtà all’Agenzia non si pensa a una forma “aggressiva” di comunicazione proprio perché il contribuente ha ancora la possibilità di effettuare il ravvedimento: che può essere realizzato per il 2009 che è il primo anno di avvio del nuovo redditometro e del nuovo spesometro (le nuove regole permettono di attribuire l’intera spesa a reddito per l’anno in cui è stata sostenuta).

Il numero di soggetti che presentano differenze tra le spese che l’amministrazione finanziaria riesce a ricostruire e i redditi denunciati è in realtà molto elevato. E più crescono i dati a disposizione dell’agenzia delle Entrate più questa forbice si allarga. L’operazione del Fisco perciò prevede che si vadano a vedere le differenze più rilevanti non solo in termini percentuali ma soprattutto in termini assoluti. Questo perché uno scostamento in termini percentuali molto elevato potrebbe non essere rilevante come importo definitivo. Da un numero rilevante di potenziali casi sospetti, l’Agenzia mira quindi ad arrivare a una platea di destinatari più contenuta e per la quale comunque è legittimo il sospetto di un’evasione consistente. Si tratterà, presumibilmente, di un numero di comunicazioni superiori alle 200mila, ma non di molto. Duecentomila lettere che, come accadeva in passato con le missive amorose, toglieranno il sonno ad altrettante persone, anche se per motivi meno nobili.