Fisco: rispunta anatocismo (interessi sugli interessi) sui debiti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 luglio 2015 11:04 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2015 11:04
Fisco: rispunta anatocismo (interessi sugli interessi) sui debiti

Fisco: rispunta anatocismo (interessi sugli interessi) sui debiti

ROMA – Uscito dalla porta nel 2011, l’anatocismo sui debito fiscali rientra dalla finestra. Lo denuncia la Cna, sottolineando che, con uno degli ultimi decreti della delega fiscale, quello sulla semplificazione della riscossione, il governo ha deciso di reintrodurre, dopo quattro anni, il pagamento degli interessi di mora anche sulle sanzioni e sugli interessi relativi ai debiti con il fisco.

Secondo l’associazione degli artigiani, l’incasso per l’erario potrebbe superare 1,2 miliardi di euro. “E’ una ingiustizia che colpisce le famiglie, ma anche gli artigiani e le piccole imprese. – afferma il presidente della Cna Daniele Vaccarino – Come abbiamo già fatto nel 2011, ci batteremo contro questa decisione. Devono cancellare la norma. E’ un errore. A nessuno, nemmeno al fisco, dev’essere consentito di chiedere gli interessi sugli interessi. Significa calpestare qualunque forma di civiltà nelle relazioni tra lo Stato e i contribuenti, che vanno al contrario sicuramente migliorate. E’ chiaro che chi non è in regola con il fisco, deve pagare. Ma pagare non vuol dire essere messi al rogo degli interessi impazziti”.

Per la Cna, quella intrapresa, è “una strada molto pericolosa, che può far raddoppiare il tasso di incremento del debito fiscale totale. Può renderlo, in tantissimi casi, insostenibile, con un doppio danno: per l’erario, che non incasserebbe nulla, e per il contribuente, che si vedrebbe sbarrare per sempre la strada del ritorno alla normalità. Senza contare che rischierebbero di tornare ulteriormente conflittuali i rapporti tra contribuenti ed Equitalia“.

Secondo le stime della Cna, considerato che le somme iscritte al ruolo e ancora da riscuotere ammontano a circa 80 miliardi di euro e ipotizzando, con la dovuta cautela, che le sanzioni e gli interessi rappresentino mediamente il 32% di questa cifra, le maggiori entrate che ogni anno l’erario potrebbe incassare da tutti i contribuenti coinvolti sono superiori a 1,2 miliardi.