Tesoretto lista Falciani: 6,9 miliardi di dollari in Svizzera

Pubblicato il 26 maggio 2010 11:32 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2010 12:53

Mentre Tremonti agita la scure sui conti pubblici, i sindacati parlano di  “macelleria sociale” e tutti iniziano a comprendere cosa significano 24 miliardi di tagli, giunge la notizia che in Svizzera sono depositati quasi 7 miliadi di dollari sottratti al fisco. Un tesoretto niente male, che coinvolge circa 7000 evasori italiani. Confrontare i numeri è istruttivo oltrechè avvilente: un manipolo di criminali, se confrontato con i milionidi cittadini toccati dalla finanziaria, detiene all’estero quasi un quarto della manovra che Tremonti definisce “storica”.

Infatti è di 6,9 miliardi di dollari il tesoretto contenuto nella lista Falciani, acquisita dalla Guardia di Finanza. Le posizioni finanziarie, si legge in una nota, sono 6.936 riferite ai due anni dal 2005 al 2006 e riguardano complessivamente 5.728 contribuenti, di cui solo 133 persone giuridiche.

In particolare, tra le persone fisiche indicate nell’elenco risulta il 51% di imprenditori, il 15% di casalinghe, il 14% di professionisti (avvocati, dentisti e giornalisti), l’11% di dirigenti di azienda, il 4,5% di pensionati, il 2% di studenti, 2,5 altro. Annunciata anche la mappa suddivisa per regioni: il 63% dei contribuenti sono in Lombardia, l’11% nel Lazio, il 7% in Piemonte, il 4,5% in Emilia Romagna, il 4% in Veneto, il 3,5% in Toscana, il 3% in Campania come anche nelle Marche, il 2,5% in Trentino Alto Adige, l’1,5% in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, lo 0,5 % in Puglia.

La lista è stata sottratta a Hsbc di Ginevra da Hervé Falciani, ex dipendente della holding, e contiene, tra l’altro, le circa settemila posizione di contribuenti italiani sospettati di evasione fiscale. La lista – richiesta, per rogatoria, anche dalla Procura di Torino, che l’avrà attraverso i canali diplomatici – è dal 19 maggio scorso all’esame della Guardia di Finanza che l’ha ricevuta attraverso forme di collaborazione di polizia.

Oltre alla Procura di Torino – che ha indagini già avviate su conti esteri di presunti evasori – saranno di volta in volta coinvolte altre autorità giudiziarie competenti per materia e per territorio.