Fmi: “Crescita mondiale ancora debole”. Stime riviste al ribasso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2013 13:43 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 13:43
Fmi: "Crescita mondiale ancora debole". Stime riviste al ribasso

Christine Lagarde, presidente Fmi (Foto Lapresse)

WASHINGTON –  “Crescita mondiale ancora debole e rischi al ribasso più marcati”: il Fondo Monetario Internazionale vede nero.  Nel World Economic Outlook l’Fmi affronta il tema disoccupazione, che “resterà a un livello inaccettabilmente elevato in molte economie avanzate così come in vari Paesi emergenti”. In particolare in Italia il numero di disoccupati passerà dal 10,7% del 2012 al 12,6% nel 2013, per poi ridiscendere al 12,4% nel 2014.

Tutta l’economia italiana, nel suo complesso, si contrarrà nuovamente quest’anno, con un calo del Pil dell’1,8%, per poi risalire dello 0,7% nel 2014. Previsioni quindi invariate rispetto a quelle di luglio.

L’Fmi taglia invece le stime per il Pil mondiale: salirà del 2,9% nel 2013 e del 3,6% nel 2014, con un taglio, rispettivamente, di 0,3 e 0,2 punti percentuali rispetto alle stime di luglio.

Per l’Fmi è  fondamentale rafforzare l’area Euro e soprattutto “l’unione monetaria che, con una forte unione bancaria sarà cruciale e deve comprendere un meccanismo unico di supervisione e risoluzione delle crisi. La Bce, è l’invito di Washington, dovrebbe valutare un ulteriore supporto di politica monetaria”.

Nell’area euro “la crescita inizia a riprendere, ma è sempre molto debole. La disoccupazione è molto alta e le tensioni sociali e politiche stanno danneggiando l’impulso alle riforme”. Per il Fondo Monetario Internazionale sono essenziali “misure per assicurare la stabilità finanziaria” e dunque sostenere la ripresa.

 

Il Fondo monetario internazionale chiede ai vari Paesi “chiari programmi di riforme strutturali e di bilancio, così come di politiche più prevedibili, e un miglioramento degli aggiustamenti di bilancio allargando la base imponibile e riformando il sistema degli sgravi fiscali”.

“La risposta deve comunque essere supportata da comprensive riforme dei mercati del lavoro, finanziari, dei prodotti e dei servizi”.