Gli imperativi dell’Fmi: “l’Italia deve aumentare le tasse, combattere la disoccupazione e abbassare i salari dei dipendenti pubblici”

Pubblicato il 24 Maggio 2010 17:33 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2010 18:52

L’Italia deve “mantenere la disciplina fiscale, ridurre il peso del debito pubblico e aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo”: a chiederlo è il Fondo Monetario Internazionale. Nell’Article IV anticipato dall’agenzia Ansa il Fmi sottolinea che “concorda con l’obiettivo delle autorità di un consolidamento fiscale basato sulla spesa”.

Per il Fondo “il contenimento dei salari del settore pubblico dovrebbero essere un elemento chiave della strategia di consolidamento”. La spesa pensionistica in Italia “rimarrà tra le più elevate del mondo”, mentre il tasso di occupazione resta “tra i più bassi in Europa”: per questo l’organizzazione chiede di aumentare ulteriormente l’età pensionabile e di adottare riforme del mercato del lavoro che introducano maggiore flessibilità per i contratti a tempo indeterminato e maggior protezione per quelli a termine.

L’Fmi sostiene che una “seconda generazione di riforme del mercato del lavoro è necessaria per rafforzare il legame tra salari e produttività e per permettere ai salari di rispondere meglio alle differenze regionali”.

Le banche italiane trarranno beneficio dal miglioramento della situazione economica, ma “resteranno soggette a delle vulnerabilità” e, in particolare, “continueranno ad andare incontro ad un elevato livello di rischio di credito nel prossimo paio d’anni”.

Inoltre, dice l’Fmi, gli istituti italiani  “dovrebbero aumentare la propria capitalizzazione, come raccomandato dalla Banca d’Italia”. Il Fondo specifica poi che “per le due maggiori banche, un ulteriore deterioramento del rischio di credito nell’Europa dell’Est potrebbe aggiungere pressione sugli utili”.

Sulle tasse, gli economisti di Washington puntano il dito contro Roma: in Italia, sottolineano, “l’onere delle tasse è elevato e pesa in modo disomogeneo sui lavoratori dipendenti e sui pensionati”, e premono per “una riforma fiscale nell’ottica di ridurre il peso del fisco e aumentare la propensione a pagare le tasse”.

Per l’organizzazione la riforma fiscale “dovrebbe diminuire il costo del lavoro e aumentare il tasso di occupazione, che continua ad essere uno dei più bassi in Europa”.

Il Fmi fa poi un appunto al governo sul condono fiscale: nonostante il suo successo in termini di volume di capitali rientrati, si legge infatti, “la recente amnistia fiscale potrebbe ridurre la già bassa propensione a pagare le tasse”. E inoltre, avverte il Fondo, “misure che funzionino da deterrente per l’evasione fiscale sono ancora da vedere”.

Per questo triennio l’Fmi prevede che il debito pubblico italiano si attesterà quest’anno al 115,8 per cento del Pil, con una crescita dello 0,8 per cento, mentre il deficit sarà pari al 5,2 per cento. Nei prossimi anni il debito è destinato a salire per portarsi al 120,5 per cento nel 2011 e al 121,6 per cento nel 2012, mentre il Pil aumenterà dell’1,2 per cento nel 2011 e dell’1,5 per cento nel 2012. Secondo il Fmi, inoltre, “il debito potrebbe salire a circa il 125 per cento del Pil” nel medio periodo. Quanto al deficit, nel 2011 e 2012 si attesterà al 4,9 per cento.

Da Washington si evidenzia l’importanza del “contenimento dei salari del settore pubblico. La progressiva riduzione dei dipendenti pubblici dovrebbe continuare, e un rigido controllo dei salari pubblici è necessario, specialmente a livello di governo locale”.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale la Finanziaria 2009 “segna una tappa nel portare la gestione delle finanze pubbliche italiane in linea con le best practice internazionali, e potrebbe aiutare gli sforzi di consolidamento, ma l’effettiva implementazione è cruciale”.

La gestione del debito pubblico è stata “condotta prudentemente”, anche grazie all’allungamento della durata della vita del debito stesso, scrive ancora il Fondo sottolineando che “questi sforzi dovrebbero aiutare a rafforzare la posizione di bilancio del governo”. Secondo il Fmi, tuttavia essi “non possono sostituire un prolungato consolidamento fiscale”.

Gli economisti di Washington ribadiscono che se l’approccio durante la crisi è stato appropriato, “ora si devono fare velocemente degli sforzi per ridurre il deficit in modo sostenibile”. E, ancora, “il debito pubblico deve essere rimesso su un percorso di riduzione”. Le politiche per rinvigorire la crescita dovrebbero focalizzarsi “sulla rimozione dei colli di bottiglia strutturali, sul miglioramento della qualità dei servizi pubblici e sul rafforzamento del settore finanziario”.

Il Fondo, si legge ancora, “sottoscrive gli obiettivi fiscali delle autorità italiane di riportare il deficit sotto il 3 per cento entro il 2012”, tuttavia avverte “il consolidamento programmato non è abbastanza ambizioso”. E spiega che l’aggiustamento di bilancio programmato è basato, tra l’altro su “un assunto ottimistico di una ripresa forte e duratura” oltre che su “misure addizionali che devono ancora essere annunciate”. Il Fmi chiede anche che venga mantenuto un “monitoraggio delle finanze pubbliche a livello locale”.