Fmi, pil area euro in crescita dell’1% nel 2014. Ma non quello italiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2014 15:58 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2014 16:03
Fmi, pil area euro in crescita dell'1% nel 2014. Ma non quello italiano

Fmi, pil area euro in crescita dell’1% nel 2014. Ma non quello italiano

NEW YORK  – Il prodotto interno lordo dell’area euro crescerà nel 2014 dell’1% e nel 2015 dell’1,14%: il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime per Eurolandia di 0,1 punti percentuali sia quest’anno sia nel 2015. Quello italiano, in particolare, crescerà nel 2014 dello 0,6%, per poi accelerare al +1,1% nel 2015. L’istituto di Washington ha rivisto al ribasso dello 0,1% la stima per il 2014 e al rialzo dello 0,1% quella per il 2015. L’Italia torna a crescere quest’anno dopo il -2,5% del 2012 e il -1,8% del 2013.

All’interno dell’area euro la Germania si conferma motore di crescita: il pil tedesco salirà nel 2014 dell’1,6% (+0,2 punti percentuali rispetto alle stime di ottobre) e dell’1,4% nel 2015 (+0,1). Invariate le stime per la Francia, con un pil in aumento dello 0,9% quest’anno e dell’1,5% il prossimo. La Spagna crescerà dello 0,6% nel 2014 (+0,4) e dello 0,8% nel 2015. Il Fondo stima per le economie avanzate una crescita del 2,2% quest’anno e del 2,3% nel 2015 (rispettivamente +0,2 e -0,2 punti percentuali), mentre quelle emergenti cresceranno del 5,1% nel 2014 e del 5,4% il prossimo anno. L’Fmi rivede al rialzo le stime per il pil della Cina, che quest’anno salirà del 7,5% e nel 2015 del 7,3%. Per quanto riguarda il Pil americano, crescerà nel 2014 del 2,8% (+0,2 punti percentuali sulle stime di ottobre) e nel 2015 del 3,0%, -0,4 punti percentuali.

L’Fmi ha rivisto leggermente al rialzo anche le stime di crescita globale per il 2014, mentre lascia invariate quelle per il 2015. Il pil mondiale crescerà quest’anno del 3,7%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di ottobre, per accelerare nel 2015 a +3,9%.

L’Istituto di Washington sottolinea come l’area euro sta voltando pagina dalla recessione alla ripresa, anche se l’accelerazione della crescita sarà ”più modesta” nei Paesi oggetto di stress finanziario come Grecia, Spagna, Cipro, Italia e Portogallo. L’Fmi ha invitato l’Europa a completare l‘Unione bancaria e a rompere il legame fra debito sovrano e banche: ”Servono più riforme strutturali”. Non solo: secondo Washington la Bce dovrebbe continuare con gli aiuti per completare il risanamento dei bilanci, aumentando l’offerta di liquidità.

Secondo il Fondo l’economia globale migliora ma non è ancora fuori dai guai e restano rischi al ribasso, fra i quali ”l’inflazione bassa nelle economie avanzate, in particolare nell’area euro”, evidenzia l’Fmi, che avverte che un’inflazione più bassa delle attese aumenta le possibilità di deflazione nel caso di shock avverso dell’attività. Restano anche rischi per la stabilità finanziaria.