Fondi di investimento “ciechi” gestiti da algoritmi verso mille miliardi $: ma se c’è un “cigno nero”…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2018 11:24 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2018 11:24
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Fondi di investimento “ciechi” gestiti da algoritmi verso mille miliardi $: ma se c’è un “cigno nero”…

ROMA – Fondi di investimento “ciechi” gestiti da algoritmi verso mille miliardi $: ma se c’è un “cigno nero”… Gli hedge funds “quant”, cioè quantitativi perché gestiti in automatico da potenti algoritmi, stanno sfondando il muro del trilione di dollari, si stanno avviando a muovere mille miliardi di dollari: nel 2018 siamo arrivati a 940 miliardi, il doppio rispetto al 2010. Un boom sostenuto dallo sviluppo esponenziale dell’intelligenza artificiale applicata alla finanza.

Un progresso non contestabile, perché le nuove tecnologie consentono di processare in un amen la mole infinita di dati del mercato finanziario, aiutando ad allocare nel modo più razionale gli investimenti, diminuendo i costi di gestione. Insomma i vecchi broker in camicia e bretelle che sbracciano e urlano compro o vendo in affollatissimi saloni di Borsa stanno diventando un’immagine buona per film nostalgici: sono i computer ora a guidare le scelte e condurre le contrattazioni, spostando milioni di dollari da un continente all’altro con un semplice clic.

Tutto bene? Non per gli analisti di Hfr (Hedge funds research) che paventano più di un rischio addirittura sistemico: l’affermazione prepotente dei fondi quantitativi (comprensivi di fondi pensione e assicurazioni) è coincisa con un mercato azionario di sostanziale calma piatta seguita alla recente crisi e dovuta all’azione delle banche centrali, chi può dire come si comporteranno gli algoritmi in caso di collasso globale come nel 2008? Gli algoritmi saprebbero prevedere e contrastare l’eventualità nefasta di un cosiddetto “cigno nero”?

In verità, il ricorso alle macchine piuttosto che all’intelligenza umana di un gestore esperto conduce a una certa uniformità delle strategie di investimento: “Questo modo di operare sul mercato, come un gregge, può potenzialmente amplificare gli shock finanziari – spiega il report del Financial Stability Board – ma anche essere utilizzato da cybercriminali per rubare informazioni o manipolare i prezzi”.

Un altro pericolo è rappresentato dall’ingresso sui mercati di nuovi attori: le aziende che sviluppano le intelligenze artificiali. Si tratta di un crescente numero di “terze parti” che potrebbe a sua volta avere ripercussioni imprevedibili sulle Borse. «Se infatti tante diverse aziende sviluppano singole strategie di trading – si legge nello studio del Financial Stability Board – diventa difficile per i supervisori prevedere come tutte questi differenti modelli interagiscono assieme sui mercati», in particolare nelle fasi di shock. (Enrico Marro, Il Sole 24 Ore)