Fondi pensione: stangata fiscale (esclusi rendimenti Bot-Btp). Novità in vista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2015 9:48 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 9:49
Fondi pensione: stangata fiscale (esclusi rendimenti Bot-Btp). Novità in vista

Fondi pensione: stangata fiscale (esclusi rendimenti Bot-Btp). Novità in vista

ROMA – Fondi pensione: stangata fiscale (esclusi rendimenti Bot-Btp). Novità in vista. Tasse ‘light’ per i redditi derivanti dagli investimenti dei fondi pensione in Bot e Btp. Per non penalizzare gli investimenti in titoli di Stato, tali redditi concorreranno alla formazione della base imponibile per il 62,50%. A specificarlo l’Agenzia delle Entrate pochi giorni fa con una circolare volta a sciogliere i dubbi sulle nuove regole in materia di previdenza dopo l’aumento di tassazione sui rendimenti finanziari di Casse e Fondi nella legge di Stabilità. Su L’Eco di Bergamo viene rilevata la contraddizione per cui prima si incentiva il lavoratore a costruirsi una pensione integrativa quando poi con la Legge di Stabilità viene raddoppiata la tassazione:

Per dipanare la matassa è dovuta intervenire nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate con un’apposita circolare di 18 pagine, dalle quali risulta subito evidente una nuova stangata fiscale per chi sottoscrive qualsiasi forma di previdenza complementare. Sale infatti al 20%, con effetto dal primo gennaio 2014, l’aliquota dell’imposta sostitutiva da applicare al risultato di gestione maturato nel periodo d’imposta dalle forme di previdenza complementare.

L’aver quasi raddoppiato il prelievo fiscale (la precedente aliquota era fissata all’11,5%) non rappresenta di certo un incentivo per il rafforzamento di quel secondo pilastro previdenziale sempre più necessario per gli italiani: è del tutto evidente, infatti, che in futuro gli assegni dell’Inps saranno sempre più miseri. Forse il governo ha voluto fare cassa con una soluzione previdenziale che sa però ottenere anche degli ottimi risultati per i propri sottoscrittori: in media i rendimenti dei fondi pensione hanno infatti sempre battuto alla grande quelli del Tfr. (L’Eco di Bergamo)

Le novità in arrivo: credito d’imposta sugli investimenti nell’economia reale. Ma gli occhi degli enti pensionistici sono anche rivolti al decreto attuativo – in dirittura d’arrivo, secondo i rumors – della manovra 2015 sull’applicazione del credito d’imposta per le Casse dei professionisti e i Fondi pensioni che investano parte del risparmio previdenziale in settori dell’economia reale, compensando così l’aumento della tassazione decisa dalla manovra (26% per le Casse, 20% per i i Fondi).

Riguardo ai Fondi pensioni, il documento odierno delle Entrate illustra appunto le novità relative all’imposta a 20% sul risultato di gestione e si sofferma sulle modalità di calcolo della base imponibile su cui applicare l’imposta per tener conto degli investimenti effettuati in titoli di Stato, i cui redditi scontano l’aliquota ‘light’ del 12,50%.

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I fondi però si lamentano: ”il chiarimento su come si deve pagare il dovuto entro il termine di lunedì 16 febbraio arriva oggi”, stigmatizza Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, che riunisce i fondi negoziali di secondo pilastro (39 miliardi di risparmio previdenziale, due milioni di iscritti). ”Con buon senso i fondi erano già preparati” aggiunge Tronconi rilevando altre incongruenze: ”si introduce l’applicazione di una norma fiscale in contrasto con lo Statuto del Contribuente, disponendo la retroattività di un’imposta, a valere dal primo gennaio 2014”.

Il decreto sul credito d’imposta però non deve farsi attendere troppo. ”Speriamo esca al più presto: riguarda l’anno 2015, più tardi esce meno efficiente sarà” sottolinea il presidente dell’Adepp (associazione delle Casse dei professionisti), Andrea Camporese, auspicando che delinei le aree strategiche dell’economia reale nelle quali investire ma in modo tale ”da permettere ampia autonomia da parte nostra nella scelta degli strumenti migliori sul mercato” indica Camporese.

Investire in agrifood e made in Italy. Tra i settori in cui far convergere parte del risparmio previdenziale (circa 200 miliardi tra Casse e fondi) per un tetto di 80 milioni, il decreto dovrebbe indicare energie rinnovabili, infrastrutture comprese quelle immateriali, scuole, ferrovie, ospedali; possibile il sostegno all’export delle Pmi. Alle Casse piacerebbero investire anche su ”agrifood e i marchi innovativi del made in Italy”.    Ma per la previdenza le novità normative non finiscono qui. Dovrebbe essere in uscita da parte del Tesoro il decreto 703 che regola criteri e limiti di investimento delle risorse delle Casse di previdenza e sulle regole in materia di conflitto di interessi. Il provvedimento, dopo una consultazione durata poche settimane, dovrebbe essere ormai in dirittura d’arrivo.