Per il Fondo monetario internazionale (FMI) ci sono i sintomi della ripresa, anche in Italia. Ma da noi, come sempre, un po’ meno

Pubblicato il 3 Aprile 2010 12:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2010 12:25

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le stime di crescita per l’Italia in una nuova edizione del rapporto periodico World Economic Outlook (Weo) che sarà pubblicato il 21 aprile e che è stato anticipato dalla agenzia di stampa Ansa.

Il Fondo prevede che il Pil italiano salirà dello 0,8% quest’anno e dell’1,1% nel 2011. In entrambi i casi si tratta di un taglio di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime dell’ultimo aggiornamento del Weo di gennaio ma di un importante miglioramento rispetto al rapporto di ottobre, con un rialzo di 0,6 punti. La previsione del FMI è in po’ più ottimistica, di tre decimi di punto percentuale, rispetto alle ultime stime del governo italiano presentate agli organismi internazionali, cheparlano invece di una crescita del Pil dell’1,1% quest’anno.

Secondo il Fondo Monetario, inoltre, la disoccupazione in Italia salirà quest’anno dal 7,8% all’8,7% per poi iniziare a ridiscendere lentamente nel 2011 attestandosi all’8,6%. L’inflazione salirà invece dallo 0,8% dello scorso anno all’1,4% nel 2010 e all’1,7% nel 2011.

Il Fondo Monetario Internazionale ha  invece rivisto al rialzo le previsioni di crescita di tutto il mondo, per la forte ripresa delle economie asiatiche. Quest’anno il Pil mondiale progredirà del 4,1%, con un rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto alle ultime previsioni di gennaio e di un punto rispetto alle stime di ottobre scorso. Per il 2011 ilFmi prevede una crescita mondiale.

Nella bozza del documento si legge che l’economia mondiale ha dato risultati “migliori del previsto”, ma siamo di fronte a una ripresa “a più velocità”, “tiepida” nelle economie avanzate e “più solida” nei paesi emergenti, con l’Asia in particolare che tira la volata. Il Fmi avverte però che “l’attività continua a dipendere da politiche macroeconomiche altamente accomodanti e resta soggetta a rischi”. Tra questi, punta il dito sul fatto che molte economie avanzate “dovrebbero urgentemente adottare strategie credibili per contenere il debito pubblico e riportarlo successivamente a livelli più prudenti”.

Nonostante il rallentamento della congiuntura in molti paesi asiatici sia stato più forte del previsto nel 2008, ricorda il Fmi, la ripresa è arrivata velocemente ed è stata altrettanto netta. Così, la crescita del 2009 in quasi tutti i paesi asiatici, con l’unica eccezione del Giappone, è stata superiore alle previsioni di ottobre. “Sia in Cina sia in India la forte domanda interna sosterrà la ripresa”, si legge nel Weo che specifica in particolare come in Cina la crescita del Pil abbia superato il target dell’8% fissato dal governo per il 2009 e “dovrebbe attestarsi al 10% nel 2010 e 2011”. Quanto all’India, il Fondo si attende un rialzo del Pil del 7,7% quest’anno e del 7,8% il prossimo.

I rischi per la crescita globale “sono generalmente al ribasso”, avverte però il Fmi, ed in particolare “quelli correlati alla crescita del debito pubblico nelle economie avanzate sono divenuti molto più nettamente evidenti”. E la principale preoccupazione segnalata da Washington è che “lo spazio di manovra in molte economie avanzate o si è ampiamente esaurito o è diventato molto più limitato, lasciando così queste fragili riprese esposte a nuovi choc”. Il Fondo Monetario spiega che la politica fiscale ha fornito un grande sostegno in risposta alla forte recessione, in modo particolare nelle economie avanzate. “Al tempo stesso, il crollo dell’attività e, in misura molto minore, i provvedimenti di stimolo hanno spinto i deficit nelle economie avanzate fino a circa il 9% del Pil”. Il Fondo sottolinea inoltre che “il rapporto tra debito e Pil in questi stessi paesi dovrebbe superare il 100% del Pil nel 2014, ovvero 35 punti percentuali in più rispetto ai livelli pre-crisi”.

A offuscare il futuro della ripresa europea c’è soprattutto l’ombra della Grecia. Secondo il Fondo Monetario Internazionale “l’Europa sta uscendo dalla recessione più lentamente di altre regioni” e ci sono “varie forze che frenano la ripresa”. Tra queste una di rilievo è la Grecia. La “sfida chiave” sarà dunque quella di prevedere “piani di consolidamento credibili”.

Nella bozza del World Economic Outlook si legge che nel Vecchio Continente le prospettive di ripresa variano considerevolmente da paese a paese. “Un sostanziale stimolo macroeconomico ha sostenuto la ripresa nei paesi avanzati dell’Europa, anche se la domanda privata non si è ancora solidificata. Al tempo stesso ampi squilibri di bilancio minacciano la ripresa in alcuni paesi più piccoli, con potenziali effetti dannosi per il resto della regione”. “Certamente – mette in guardia il Fmi – i timori per la solvibilità del debito sovrano e per la liquidità della Grecia (e per i possibili effetti di contagio in altri paesi vulnerabili dell’area euro) hanno minacciato la normalizzazione dei mercati finanziari”. I mercati temono infatti, secondo il Fmi, che i problemi di insolvenza di Atene si traducano in una vera e propria crisi del debito sovrano, che porterebbe a casi di contagio.

Proprio per questo “sarà molto importante che le autorità greche ristabiliscano la credibilità della loro politica fiscale e che le autorità europee assicurino che la paura per la situazione greca non porti a un’instabilità finanziaria o a ripercussioni significative sui bilanci e sulle banche in Europa”. La ripresa, secondo il Fmi, sarà dunque “graduale e diseguale” tra i paesi di Eurolandia. E l’area nel suo insieme il Pil crescerà dello 0,8% quest’anno e dell’1,4% il prossimo (con una revisione al ribasso, in entrambi i casi, di 0,1 punti percentuali rispetto a gennaio). Per la Grecia, invece, il Fmi stima un Pil in calo del 2% nel 2010 e dell’1,1% nel 2011. “Nella maggior parte di paesi europei – si legge ancora – andando avanti la sfida fiscale chiave sarà l’impegno, la preparazione e la comunicazione di programmi credibili di consolidamento”. Piani che includano il conseguimento di avanzi primari sufficientemente elevati da stabilizzare il debito pubblico e alla fine di arrivare a ridurlo.

“Il risanamento e la riforma del sistema finanziario costituiscono una priorità massima”: è quanto suggerisce il Fondo Monetario Internazionale nell’ultima bozza del World Economic Outlook che verrà ufficialmente pubblicato il 21 aprile in occasione del meeting di primavera di Fmi e Banca Mondiale. Nelle economie più avanzate, si legge nel rapporto del Fmi, “progressi nel porre rimedio alle inefficienze del settore finanziario e nel riformare le politiche prudenziali aumenteranno l’efficacia della politica monetaria e ridurranno il rischio che un’ampia offerta di liquidità possa tradursi in nuove distorsioni speculative”. Il Fondo fa poi notare che “l’accesso al credito resta difficile per alcuni settori. I mercati monetari si sono stabilizzati. I mercati azionari e obbligazionari si sono ripresi. Nelle economie avanzate l’irrigidimento degli standard creditizi sta finendo e la crisi del credito sembra volgere al termine”. Tuttavia, osservano gli economisti di Washington, “le condizioni finanziarie restano più difficili di prima della crisi. In modo particolare nelle economie avanzate il capitale delle banche resterà probabilmente un ostacolo alla crescita” dal momento che le stesse banche continuano a ridurre i propri bilanci”. Il Fmi ricorda inoltre che “settori che hanno un accesso solo limitato al mercato dei capitali – aziende del segmento consumi e piccole e medie imprese – continueranno con ogni probabilità a incontrare limiti stringenti ai prestiti”.