Fondo sanitario nazionale 2011: i governatori si incontrano per la spartizione

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 21:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 21:28

ROMA – I governatori delle regioni italiani hanno iniziato il 7 febbraio la tre giorni convocata dal presidente della conferenza Vasco Errani per decidere in che modo ripartire, tra le Regioni stesse, gli oltre 106 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale per il 2011.

A rendere più difficile quest’anno il riparto c’è il fatto che numerose Regioni chiedono l’adozione di nuovi criteri come quello della deprivazione – ovvero le condizioni socio-sanitarie delle popolazioni – e il fatto che con il decreto sul fisco regionale costi standard e bechmark tra le Regioni si costruiranno nel 2013 in base ai risultati finali del 2011 e chi perderà quest’anno rischia di essere ancora più penalizzato tra due anni.

”Per noi il riparto fornito dal ministero della Salute va bene ma chiediamo che le Regioni in difficoltà, come la Liguria, abbiano un migliore trattamento”, ha detto, al termine dei lavori, il governatore del Lazio, Renata Polverini.

Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, è tra quelli che chiede nuovi criteri di riparto del Fondo ”per fornire risposte alle popolazioni”; il criterio della deprivazione ”è uno di quelli che chiediamo – ha aggiunto – forse siamo sulla buona strada”.

I governatori, dopo una lunga discussione, hanno stabilito di affidare – coRme ha spiegato Catiuscia Marini, che guida la Regione Umbria – ad una commissione formata dagli assessori alla Sanià’ il compito di elaborare le proposte che possano vedere la maggiore condivisione possibile. L’8 i presidenti delle Regioni torneranno a riunirsi per dare una sintesi politica a questo lavoro.

”Non c’è nessuno spiraglio, ci vedremo domani e si concluderà di notte”, ha detto, profeticamente, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, lasciando la sede del Cinsedo, in via Parigi.

Più ottimista, invece, il presidente della Regione Basilicata, Vito de Filippo: ”Io credo che alla fine di un grosso lavoro ce la faremo, c’è la volontà diffusa di arrivare ad un accordo e questo è già apprezzabile”.