Fonsai, accordo sul riassetto: Unipol al 61% e Fondiaria al 27,45%

Pubblicato il 17 Maggio 2012 22:15 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2012 1:25
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Fonsai

MILANO – Dopo una riunione fiume è arrivato l’accordo sul riassetto Fonsai.  Secondo quanto scrive l’Ansa, dopo la fusione si prevede che che Unipol abbia il 61% del capitale, la Fondiaria della famiglia Ligresti il 27,45%, Milano il 10,7%.

Premafin viene così indicata allo 0,85%, nonostante la proposta diversa arrivata dal Cda della holding.

Si chiude così la trattativa sul salvataggio di Fonsai  e per la “Grande Unipol” che nascerebbe, il secondo polo assicurativo in Italia dopo Generali,  mancherebbero solo i pareri delle authority che sono determinanti.

Il Cda Premafin si è aggiornato a data da stabilirsi e dovrà esprimersi a sua volta sui nuovi pesi, come pure la Milano lunedì dirà la sua. La svolta è comunque attesa nella delibera di Bologna, che potrebbe convocare un consiglio sull’accordo non appena le verrà formalizzata la controproposta trovata nel Cda Fonsai. Del resto, ufficialmente, Unipol resta ferma alla richiesta di pesare non meno del 66,7% della nuova entità.

La trattativa aveva visto però negli ultimi giorni Unipol scendere fino a un valore informale di mediazione del 61,8%, e sembrerebbe improbabile ora una rottura con una distanza così piccola. Fonsai, hanno spiegato comunque fonti vicine al dossier, oltre a vedere nella nuova proposta per Unipol la compagnia di Bologna al 61%, stima per se’ stessa un peso del 27,45% nella nuova entità, con Milano Assicurazioni al 10,7% e Premafin allo 0,85% Premafin, anche se dal consiglio della holding – sentito l’advisor Leonardo e il comitato Parti correlate – l’indicazione era di stare su una forchetta piu’ alta (0,98% e 1,66%).

Dopo cinque ore di consiglio Fonsai – in coda all’estenuante maratona di incontri del comitato Indipendenti che aveva portato ad aggionare ad oggi i lavori del Cda inizialmente convocato martedì – e una riunione durata dopo poco meno per il Cda Premafin, a notte è arrivata la fumata bianca di un salvataggio che si sta comunque ancora giocando al fotofinish.

Lunedì i soci della holding dovranno votare in assemblea il primo passaggio del riassetto, l’aumento di capitale funzionale alla ricapitalizzazione Fonsai e soprattutto votare un bilancio in continuità aziendale, per il quale potrebbe arrivare forse gia’ domani e comunque entro lunedì mattina la firma delle banche al piano di ristrutturazione del debito.

Per la messa in sicurezza di Premafin erano del resto necessari anche i concambi dell’operazione, e ne ha tenuto conto la regia dell’accordo sul debito in cui Unicredit ha agito come banca agente, con il responsabile Corporate e investment banking Vittorio Ogliengo in prima fila in tutta l’operazione. Il direttore generale Fonsai Piergiorgio Peluso e l’amministratore delegato Emanuele Erbetta sembrano invece aver strappato da un lato un arrotondamento al rialzo nelle valutazioni interne degli Indipendenti e credono che un ulteriore sconto da Unipol non sia impossibile.

Il Cda Fonsai doveva deliberare il 17 maggio anche sull’interesse non vincolante per l’offerta di Sator e Palladio, presentata da ultimo direttamente alla compagnia assicurativa e non all’azionista Premafin. In questi minuti Fondiaria non ha ancora formalizzato l’esito del Cda con un comunicato, ma è probabile abbia trovato un modo per tenere la porta aperta in attesa della reazione di Unipol.