FonSai, la Procura indaga sugli affari e le consulenze con i Ligresti

Pubblicato il 26 Marzo 2012 12:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 13:05

Salvatore Ligresti (Foto LaPresse)

MILANO – La procura di Milano accende un faro sulle maxiconsulenze e gli affari di Fonsai con la famiglia Ligresti, già al centro di una denuncia da parte del fondo Amber al collegio sindacale della compagnia assicurativa.

Il pm Luigi Orsi, già titolare di un’indagine sul gruppo Ligresti, ha convocato come testimoni nel suo ufficio al quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano il presidente del collegio sindacale di Fonsai, Benito Giovanni Marino, e il sindaco Marco Spadacini nonché il presidente dell’organo di controllo di Premafin, Vittorio De Cesare, e il sindaco della holding, Maria Luisa Mosconi.

Ai sindaci delle due società il pm, scrive l’Ansa, ha chiesto chiarimenti sulle operazioni immobiliari tra la famiglia Ligresti e Fonsai, costate alla compagnia decine di milioni di perdite, sui 40 milioni di consulenzepagate tra il 2003 e il 2010 al presidente onorario, Salvatore Ligresti, sulle maxiretribuzioni accordate a diversi componenti del consiglio, tra cui i figli dell’ingegnere di Paternò, nonché sulle altre irregolarità sollevate da Amber.

Il collegio sindacale di Fonsai aveva risposto al fondo, azionista della compagnia con una quota di poco inferiore al 2%, in occasione dell’assemblea di lunedì scorso, rilevando, in una relazione di oltre 100 pagine, molte irregolarita’ nei rapporti tra la compagnia e i suoi azionisti di controllo e chiedendo al cda, che lunedì si riunirà per esaminare la relazione, di svolgere una lunga serie di accertamenti.

E’ questo un nuovo capitolo, al momento senza indagati, dell’inchiesta sul gruppo, già all’attenzione della Procura di Milano dallo scorso anno quando lo stesso Orsi aveva contestato il reato di ostacolo all’attività degli organi di vigilanza a Salvatore Ligresti.

Un’inchiesta che ha più sfaccettature e che cerca di fare luce su una serie di problemi: dalla scarsa trasparenza delle comunicazioni al mercato all’andamento schizofrenico dei titoli in Borsa (già oggetto di accertamenti), dalla opacità della catena di controllo di Premafin fino alla difficile situazione finanziaria del gruppo Fonsai, oggetto di due offerte alternative da parte di Unipol, da una parte, e di Sator e Palladio dall’altra.

Inquirenti e investigatori stanno cercando di mettere assieme le tessere di un puzzle molto complesso, che rischia di pesare ancora una volta sulle spalle degli azionisti di minoranza di Fonsai, già penalizzati nel 2002 dalla mancata opa dei Ligresti su Fondiaria.

Le offerte di Unipol e Sator-Palladio, infatti, chiedono l’esenzione dall’offerta obbligatoria appellandosi alle condizioni critiche di Fonsai e Premafin. Con un paradosso: proprio i Ligresti, all’origine della crisi del gruppo con la loro gestione, potrebbe essere tra i pochi a trarre qualche beneficio dal salvataggio.

I soci della Premafin, il cui capitale è riconducibile per il 70% alla famiglia Ligresti secondo la Consob (grazie a un 20% occultato in paradisi fiscali), potrebbero esercitare il diritto di recesso nell’ipotesi in cui Fonsai passasse a Unipol o mantenere un ruolo significativo nella holding con Sator-Palladio.

In questo quadro il pm Orsi vuole capire se abbiano una giustificazione plausibile le fuoriuscite di denaro dalle casse di Fonsai in forza di transazioni immobiliari e consulenze a favore dei Ligresti consumatesi in quasi un decennio senza che l’Isvap, l’authority di controllo sulle assicurazioni, sia stata in grado di porre un freno alle operazioni sospette.