Fonsai: continuità in lista Premafin, c’è Jonella Ligresti

Pubblicato il 29 Marzo 2012 1:28 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2012 22:19

MILANO, 28 MAR – La lista di Premafin per il rinnovo del Cda Fonsai sara' all'insegna della continuita', incluso il nome della presidente Jonella Ligresti. Lo si e' appreso da fonti vicine al Cda della holding, al termine di una giornata di convulse consultazioni nel gruppo e di voci che davano ormai per imminenti le dimissioni della primogenita di Salvatore.

Una discontinuita' al vertice, era l'ipotesi, dopo i diversi interrogatori fatti dalla Procura di Milano nell'inchiesta aperta su Fonsai, con accertamenti che ormai coinvolgono anche lo stato di salute del gruppo e il suo pesante indebitamento con le banche, a tutti i livelli della filiera. Interpellato sulle notizie al riguardo Ligresti e' apparso tranquillo: ''Io sono sempre sereno'', ha detto.

Il consiglio di Premafin riunitosi per elaborare la lista in vista del termine per il deposito giovedi' a mezzanotte (entro lunedi' verranno comunicate da Fonsai le candidature) avrebbe pero' deciso in direzione della sostanziale conferma del board uscente, considerando anche che sarebbe dannoso cambiare in corsa la squadra al lavoro sul riassetto Unipol. La discontinuita', viene fatto tra l'altro notare, avverra' naturalmente tra pochi mesi a fusione avvenuta. Dopo gli interrogatori di alcuni testimoni nei giorni scorsi, il pm milanese Luigi Orsi titolare dell'inchiesta sui Ligresti starebbe dal canto suo ora analizzando una serie di documenti, alcuni dei quali acquisiti nel corso dell'attivita' istruttoria.

Oltre all'esame degli eventuali danni patrimoniali provocati a Fonsai dalle operazioni con i Ligresti e della scarsa trasparenza delle comunicazioni al mercato, sotto il faro degli inquirenti c'e' appunto anche la situazione di indebitamento del gruppo. Se dovesse emergere uno stato di insolvenza irreparabile per il gruppo Ligresti, non e' escluso che la Procura possa perfino avanzare un'istanza di fallimento. L'attivita' istruttoria, si e' appreso poi, starebbe evidenziando anche dubbi sull'attivita' di controllo dell'Isvap su Fonsai.

Preoccupa in particolare Premafin, indebitata per circa 370 milioni di euro e priva di fonti di reddito in quanto Fonsai, anch'essa in crisi, non appare al momento in grado di far affluire dividendi alla controllante. Premafin detiene quale unico asset una quota del 35,7% nella compagnia assicurativa. La holding sta negoziando con le banche creditrici un accordo di ristrutturazione del debito finalizzato alla predisposizione di un piano di risanamento ai fini della legge fallimentare.

Ma questo piano al momento non ha ancora visto la luce.Premafin ha intanto affermato che ''non sussistono elementi tali da modificare i piani annunciati'' e che ''tutte le societa' coinvolte nel progetto'' con Unipol ''stanno lavorando con impegno ai fini dell'esecuzione dello stesso'', confermando che al cda del 30 marzo, oltre alla valutazione della partecipazione in Fonsai (e' arrivato martedi' sera il responso sugli impairment affidato a Maurizio Dallocchio), al bilancio e al piano di risanamento, ci sara' la proposta di aumento di capitale, con la convocazione dei soci per approvarla, funzionale a dotare Fonsai delle risorse necessarie per ricapitalizzarsi a sua volta.

Una prima smentita sull'ipotesi di un passo indietro di Jonella Ligresti, in attesa che venga alzato il velo sulle candidature per il Cda (e' probabile anche una lista di Sator e Palladio), era arrivata dall'A.d Fonsai Emanuele Erbetta: ''L'ho letto sui giornali ma non ho alcun riscontro'', ha detto al termine di un vertice seguito al Cda Premafin. All'uscita la stessa Jonella Ligresti si era pero' limitata a salutare con un ''buona sera''. ''Non so niente'', aveva detto poco dopo anche il direttore generale di Fonsai, Piergiorgio Peluso. L'inchiesta della Procura e l'incertezza sugli esiti della vicenda pesano intanto in Borsa. Fonsai ha perso il 6,3%, mentre Premafin ha lasciato il 5,48%. Pesante anche Unipol (-7,56%).