Fonsai, sì di Unicredit al salvataggio: 170 milioni per il 6%

Pubblicato il 23 Marzo 2011 0:58 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2011 0:58

MILANO – Il cda di Unicredit dà il via libera al salvataggio del gruppo Ligresti. La banca ha infatti siglato un accordo con Premafin, la holding che controlla Fonsai, mettendo sul piatto 170 milioni di euro per salire al 6,6% del capitale della compagnia nell’ambito dell’aumento di capitale da 460 milioni già deliberato.

La cifra, che rappresenta un forte premio rispetto alle quotazioni di Fonsai (per acquistare il 6,6% del capitale ordinario sul mercato basterebbero 54 milioni), entrerà in gran parte nelle casse di Premafin, cioè dei Ligresti, permettendo alla holding di non diluirsi sotto il 35% e mantenere così il controllo di Fonsai. Il ruolo di ‘cavaliere bianco’ che la banca si e’ ritagliata e’ stato anche all’origine delle dimissioni dal cda di Unicredit di Salvatore Ligresti, che ha ritenuto di fare un passo indietro ”in relazione all’evolversi delle relazioni di affari” tra la banca e il gruppo del debitore-socio.

L’operazione, svolta tra parti correlate, ha necessitato dell’approvazione dell’apposito comitato, che ha deliberato all’unanimità ma senza la partecipazione – su richiesta della Consob – del presidente Dieter Rampl, di Fabrizio Palenzona e Carlo Pesenti, consiglieri anche di Mediobanca (esposta verso Fonsai per 1,1 miliardi e di cui la compagnia è a sua volta socia).

L’intervento di Unicredit – dettato dalla necessità di mettere in sicurezza un gruppo esposto per circa 600 milioni verso Piazza Cordusio e che ha in Fonsai il suo asset principale – verrà ripagato con rilevanti poteri di governance nella compagnia che deriveranno da un patto parasociale della durata di tre anni e dal pagamento di un premio nel caso in cui, alla fine del 2016, il valore del pacchetto Premafin in Fonsai sia superiore al valore dello stesso pacchetto calcolato al prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione. Perche’ l’operazione vada in porto occorrera’ pero’ ottenere l’esenzione da parte della Consob all’obbligo di opa su Fonsai.

”Obiettivo dell’accordo, anche alla luce del rapporto che storicamente lega la banca al primario gruppo assicurativo – si legge in una nota congiunta – e’ quello di consentire a Premafin di procedere all’operazione di rafforzamento patrimoniale della propria controllata e alla banca di acquisire una stabile partecipazione di minoranza qualificata con la possibilita’ di beneficiare di una valorizzazione del proprio investimento nel medio lungo periodo”.

Il patto attribuisce a Piazza Cordusio il diritto a tre consiglieri nel cda di Fonsai (due dei quali faranno parte del comitato esecutivo e il terzo sara’ presidente dei comitati in cui e’ prevista la presenza di un indipendente) e il presidente dei sindaci (solo, pero’, in mancanza di una lista di minoranza). Inoltre su alcune operazioni straordinarie (come per esempio quelle sul capitale o che incidono sul perimetro di Fonsai) il cda dovra’ deliberare con il parere favorevole di un comitato di consiglieri indipendenti, tra cui quello designato da Unicredit mentre per gli aumenti con esclusione del diritto di opzione servira’ il consenso di Piazza Cordusio.

Infine la cessione da parte di Premafin di una quota superiore al 10% fara’ scattare il diritto di co-vendita per Unicredit. Grazie all’intervento di Unicredit potranno scattare le ricapitalizzazioni di Fonsai e della controllata Milano Assicurazioni senza che i Ligresti vengano ridimensionati a soci di ‘serie B’. L’ammontare degli aumenti – attesi per un valore complessivo di circa 750 milioni – sara’ probabilmente di poco inferiore al rosso – si parla di 800-900 milioni – di Fonsai (i risultati verranno annunciati domani insieme agli aumenti).

Oggi la Milano ha reso noto di aver chiuso il 2010 con una perdita di 670 milioni. Un rosso su cui ha pesato anche la svalutazione, per circa 90 milioni, della quota in Unicredit, fino ad oggi solo finanziatore e da domani anche socio dei Ligresti.