Foodora lascia l’Italia, il giorno dopo l’approvazione del Decreto Dignità

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 15:23 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2018 15:23
Foodora lascia l'Italia, il giorno dopo l'approvazione del Decreto Dignità

Foodora lascia l’Italia, il giorno dopo l’approvazione del Decreto Dignità

ROMA – All’indomani dell’approvazione del Decreto Dignità, fortemente voluto dal superministro del Lavoro Luigi Di Maio, Foodora lascia l’Italia. L’annuncio è arrivato con un comunicato ufficiale della società tedesca Delivery Hero che è proprietaria del marchio. Lo aveva già anticipato a giugno, quando il neo ministro Di Maio ha ingaggiato la sua battaglia contro la cosiddetta gig economy, chiamando al tavolo i principali food delivery che operano nel Paese. E, come era prevedibile, ora a farne le spese saranno proprio i riders, che Di Maio aveva detto di voler tutelare.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Quando a giugno il leader M5s aveva convocato i maggiori player del settore, fu proprio l’amministratore delegato di Foodora, Gianluigi Cocco, a paventare in quel frangente un possibile abbandono del mercato italiano. Polemiche che sembravano essersi attenuate a luglio, dopo la pubblicazione di una Carta dei Valori sottoscritta dalle principali aziende di Food Delivery italiane in base alle indicazioni del ministro e capo politico dei 5 Stelle. Documento che fissava alcuni paletti su contrattualizzazione, contributi e compenso. Mentre la parte sui rider è stata eliminata dal decreto dignità, approvato ieri alla Camera. Evidentemente i passi in avanti non hanno fermato la decisione di Foodora di rinunciare al mercato italiano.

In realtà Foodora non abbandona solo l’Italia: è in vendita e lascia anche la Francia, l’Olanda e l’Australia. L’obiettivo è quello di puntare su mercati in maggiore crescita in un settore, quello del food delivery, che in Paesi come l’Italia si scontra con necessità normative complicate ma soprattutto con un mercato ancora limitato, appena il 3% secondo una ricerca McKinsey, e con una diffusa concorrenza.

La società, che ha sede a Berlino, si concentrerà maggiormente sul mercato tedesco, dove aumenterà gli investimenti per battere il rivale olandese takeaway.com. “La strategia di Delivery Hero – scrive uno dei cofondatori di Foodora, Emanuel Pallua – è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera. In Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli”.

Secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, Delivery Hero non riuscirà a raggiungere il break even (il punto di pareggio in cui i costi sono uguali ai ricavi) a livello mensile entro il 2018 e quello annuale nel 2019. E il titolo ha già perso fino all’8% alla Borsa di Francoforte.

In Australia il servizio di consegna a domicilio cesserà le sue attività il 20 agosto, mentre in Europa le consegne continueranno in parallelo alla ricerca di un nuovo proprietario. Ma nonostante le difficoltà riscontrate negli ultimi mesi, le parole di Pallua filtrano ottimismo: “Siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora in Italia e questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo. La nostra piattaforma, il servizio dei ristoranti e i riders sono operativi come sempre. La nostra principale priorità è assicurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà”.

Stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, la vendita sarebbe limitata alla base clienti e i contratti con i ristoranti di Foodora, ma non il marchio e neppure la base rider. I compratori più interessati sono i principali competitor come Deliveroo e Glovo.